Donne al potere, il ruolo delle donna all’interno delle organizzazioni criminali: conferenza promossa dall’Associazione “Fermiconlemani”

0
741

La conferenza e’ organizzata dall’Associazione “Fermiconlemani”, realtà attiva sul territorio nazionale da diversi anni per la prevenzione dei crimini violenti e per interventi di progettualita’ sociale, in collaborazione con l’emittente televisiva “Mediterranea TV” e il Direttore della rivista e trasmissione televisiva “Delitti e Misteri”.

All’incontro parteciperanno, in qualità di esperti: il Prof. Matteo Villanova, Dirett. Osservatorio Laboratorio Tutela Rispetto Emozionale Eta’ Evolutiva, Docente Universitario “ROMA 3” -Roma; la Prof.ssa Maria Antonella Pasculli, PhD Criminal law and Organized crime, Docente di criminologia Univ. “Aldo Moro”- Bari, socia A.D.G.I. Sez. Bari, l’Avv. Michele Laforgia, Avvocato penalista, Partner di Polis Avvocati S.T.A. Coop; il Dott. Francesco Mura Giornalista, Scrittore, Direttore trasmissione tv e rivista “Delitti e Misteri”; l’Avv. Guglielmo Starace, Presidente Camera Penale di Bari e l’On. Piera Aiello che, in un’intervista registrata, racconterà la sua storia come testimone di giustizia.

L’evento verra’ introdotto dall’Avv. Michele De Marzo, Avvocato Civilista,conduttore per Mediterranea TV, moderato dall’Avv. Tiziana I. Cecere avvocata penalista, criminologa, Pres. di Fermiconlemani.

L’intervista all’On.le Piera Aiello verra’ registrata dalla Dr.ssa Annette Capurso, abilitata all’esercizio della professione forense, socia di Fermiconlemani e la Dott.ssa Ivana Ancona, psicologa clinica e della salute, socia di Fermiconlemani.

L’Associazione Donne Giuriste Italiane- Sezione Bari ha conferito il patrocinio morale.

La tavola rotonda intende proporre un momento di confronto per riflettere sul ruolo della donna nelle organizzazioni mafiose, tema di grande attualità e rilevanza, specie alla luce delle trasformazioni che si sono recentemente registrate nel “sistema di genere” all’interno della criminalita’ organizzata.

I mutamenti, relativi all’istruzione, ai costumi sociali, alla politica e al mercato del lavoro, che negli ultimi anni hanno interessato la condizione della donna nella società, hanno riguardato anche il mondo mafioso, tutt’altro che estraneo alla realtà sociale.

E così, all’emancipazione sociale della donna è corrisposta un’ascesa della stessa all’interno delle organizzazioni criminali di stampo mafioso.

Dal tradizionale ruolo di custode del codice culturale mafioso da trasmettere ai figli per garantire la continuità generazionale delle organizzazioni mafiose e rafforzarne la struttura socio-culturale e di merce di scambio nelle politiche matrimoniali, la partecipazione femminile evolve sempre più nella figura della “donna-leader” o “lady-boss”, che, per sua natura dotata di spiccate capacità gestionali e organizzative, assume un ruolo attivo nella direzione strategica e nel comando del clan, spesso al fine di assicurare continuità all’impresa criminale, in assenza dei mariti-boss detenuti o latitanti.

Esse sono attivamente coinvolte nella gestione del traffico delle sostanze stupefacenti e nei settori economico-finanziari, ma sono anche depositarie delle risoluzioni criminali perché insospettabili.

Ma questo fenomeno è davvero il risultato di un’effettiva emancipazione o è solo un ennesimo sfruttamento femminile???

Molto spesso, le donne che raggiungono posizioni di comando nei clan mafiosi sono costrette a vivere una condizione di subordinazione nei confronti degli uomini della famiglia.

Questo, invece, non accade quando una donna trova la forza di affrancarsi dagli ambienti mafiosi e di affidarsi allo Stato per iniziare a percorrere una nuova vita e offrire ai propri figli una proposta educativa alternativa a quella basata sulla violenza e sulla sopraffazione.

La collaborazione con la giustizia, la richiesta d’aiuto agli operatori sociali rappresentano l’effettiva emancipazione di queste donne coraggiose poiche’ “tutto ciò che desideri è dall’altra parte della paura”!

È questo il messaggio di speranza, di rinascita che l’Associazione “Fermiconlemani” desidera trasmettere alle ragazze e a tutte le donne che vivono in contesti mafiosi o comunque criminali.

                                                                                     Il team di Fermiconlemani

Redazione

LASCIA UN COMMENTO