Violenze nei confronti della convivente: Gens Nova è parte civile nel processo penale che si terrà a Matera

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Gens Nova OdV, da sempre al fianco delle vittime, è stata ammessa quale parte civile nel processo penale che si terrà presso il Tribunale Ordinario di Matera, in composizione monocratica, presieduto dal Giudice dott.ssa Nettis, che vede come imputato F.G. di Matera e di anni 48, attualmente agli arresti domiciliari

Una storia come tante quella della persona offesa V.V, nata a Bari nel 1969.

Sottoposta ad un regime di vita intollerabile e vessatorio, la donna è stata vittima delle gelosie dell’uomo che di fatto le impediva di uscire da sola, di frequentare amici e addirittura di vedere la figlia di anni 15 e nata da una precedente relazione della donna. Le pressioni dell’uomo divenivano sempre più opprimenti da chiedere alla convivente la sua password di facebook e il controllo del cellulare. Le aggressioni verbali e fisiche si consumavano quasi giornalmente e il tutto sfociava in litigi. L’uomo con molta probabilità faceva uso di sostanze alcoliche. In particolare, il 15 agosto u.s nel corso di un litigio l’uomo preso dall’ira gettava per aria tutto ciò che gli capitava, comprese sedie e soprammobili, minacciava di morte la donna , la ingiuriava, l’afferrava con veemenza per le braccia e le stringeva il collo. Episodi che più o meno nello stesso stile si sono consumati in altre circostanze.

L’uomo è imputato in ordine ai segg. Reati (art.li 572 C.P. 582, 585, 576 n.5), nei confronti della convivente V.V. 

Insomma una vera e propria tortura che non ha lasciato indifferente l’odv Gens Nova, presieduta dall’avv. Antonio Maria La Scala, che nel caso di specie ha conferito mandato all’Avv. Laura Bellanova.

“Ancora una volta siamo vicini alle vittime – dichiara La Scala, nonostante l’inasprimento delle pene, e le leggi emanate a tutela delle persone vittime di violenza, si continuano a consumare i più beceri reati a danno delle donne, che cercheremo di tutelare con tutte le nostre forze nelle sedi opportune”.

Antonio Carbonara

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