Scavi di Botromagno a Gravina: sopralluogo di Peppino Longo

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“La collina di Botromagno a Gravina continua a regalare frammenti di storia che confermano quanto la nostra Puglia sia ricca ed abbia un tesoro sotterraneo da custodire e valorizzare. Interesserò io personalmente il ministro Franceschini per sensibilizzarlo a studiare interventi che consentano agli esperti di proseguire nel lavoro di valorizzazione del nostro patrimonio archeologico”. E’ quanto afferma in una nota Peppino Longo, vicepresidente uscente del consiglio regionale e presidente del movimento Realtà pugliese.
“Questa mattina – prosegue Longo – ho effettuato un sopralluogo con la dott. ssa Marisa Corrente, funzionario archeologo Soprintendenza Abap per la Città metropolitana sul luogo dove è stata avviata questa nuova campagna di scavi. I lavori stanno facendo emergere tombe funerarie a semi-camera risalenti al periodo tra il VI ed il IV secolo a.C. che dalle caratteristiche sembrerebbero fossero appartenute a famiglie facoltose: l’imponenza delle strutture funerarie fanno presumere che si trattava di rappresentanti importanti di quella società. Sono stati già rinvenuti – prosegue Peppino Longo – frammenti di oggetti ed anfore che riportano a rapporti con la Magna Grecia e la Grecia: l’ulteriore testimonianza di quanto la collina gravinese sia un enorme tesoro tutto ancora da scoprire. Mi corre l’obbligo anche di ringraziare i responsabili ed i dipendenti della Officina artigiana Ausonia che stanno curando le operazioni di scavo”.
“Peccato che per Botromagno – afferma la dott.ssa Marisa Corrente, l’archeologa responsabile dei lavori di scavo – ci sia stato in passato un interesse a singhiozzo. Questa collina richiede pazienza, ha una viabilità difficile e non è giusto tenerne conto soltanto per la raccolta di funghi”.
“Faccio mie le preoccupazioni della Soprintendenza anche per quanto riguarda il rischio archeologico – conclude Peppino Longo – anche nelle tombe rinvenute in questa occasione sono chiare le tracce dei predoni della storia che hanno già saccheggiato quello che hanno potuto. Anche di questo interesserò il ministro Franceschini: la nostra storia va difesa anche a denti stretti”.

Redazione

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