Sciopero di 4 ore dei Metalmeccanici per il rinnovo del contratto di lavoro (Bari)

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Sciopero di 4 ore dei metalmeccanici per il contratto Questa mattina anche a Bari come in tutta Italia presidio davanti alla sede di Confindustria dei Segretari generali di Fim Fiom Uilm. Ad un anno esatto dalla presentazione della piattaforma contrattuale, i metalmeccanici di Fim-Cisl, Fiom-Cgil, Uilm-Uil scioperano 4 ore con presidi nel pieno rispetto delle norme Covid-19, in tutta Italia, per il rinnovo del contratto nazionale Federmeccanica-Assistal scaduto ormai da 10 mesi.  Il presidio per dare voce alle richieste dei metalmeccanici per il rinnovo del Ccnl. In particolare, per la difesa dell’occupazione e il rilancio dell’industria metalmeccanica; per l’aumento del salario, il miglioramento del welfare, dei diritti e delle tutele; per la salute e la sicurezza dei lavoratori; per la stabilizzazione dell’occupazione precaria e l’introduzione della clausola sociale nei cambi appalti; per il riconoscimento delle competenze professionali; per la contrattazione dello smart-working e della conciliazione dei tempi di vita e di lavoro. Il Segretario generale della Fim Cisl Bari Donato Pascazio commenta: “Siamo consapevoli della delicatezza del momento e ci muoviamo con il massimo della responsabilità. Ma la mobilitazione è necessaria per sbloccare la trattativa interrotta con Federmeccanica-Assistal.  Vogliamo un contratto capace di sostenere la ripartenza e di riportare il lavoro al centro della trattativa, in una fase di grandi trasformazioni del mondo del lavoro che sono sotto gli occhi di tutti, nella prospettiva di un patto di solidarietà che ha bisogno, oggi più che mai, di parti sociali responsabili. L’incertezza generale del Paese non può risolversi in un alibi per non rinnovare il contratto scaduto da un anno. Vogliamo un rinnovo contrattuale dignitoso che dia una spinta alla ripresa del nostro Paese. Serve la partecipazione e la forza di tutti i lavoratori metalmeccanici. Anche questa volta faremo la differenza e saremo fondamentali per il rilancio dell’Italia e per il rinnovo contrattuale di dieci milioni di lavoratori”.

Patrizia Camassa

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