Scuola dell’Infanzia, Tiziana Conte ‘ il nostro Si a Emiliano alla didattica in presenza ma, con dignità’

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A pochi giorni dell’ingresso delle nuove restrizioni da parte del governatore Michele Emiliano, con l’ordinanza n. 397 relativa a misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica, la prima riflessione è sull’uso comune dell’utilizzo in modo indifferente della parola ASILO al posto di SCUOLA senza comprendere a pieno l’idea recondita che vi si manifesta attraverso il lessico. A mettere i puntini o comunque offrire dei chiarimenti la docente dell’infanzia e rappresentante CISL RSU Tiziana Conte che inizia nello specificare che nel tempo passato l’uso della parola “asilo” indicava un luogo in cui chi aveva commesso dei reati veniva confinato, nel tempo invece il termine asilo testimonia l’idea di un luogo in cui i bambini vengono affidati nel tempo necessario in cui la famiglia è impegnata in altro. Oggi nel 2020, pur capendo il momento che si sta vivendo e le decisioni prese dal Governatore ci dobbiamo soffermare e far capire ancora il concetto di Asilo e il concetto di Scuola. La parola Scuola demanda a un luogo prettamente dedicato alla cura di tipo familiare e all’igiene del piccolo, il concetto di scuola demanda ad un ambiente attivo di apprendimento, luogo in cui i bambini vivono il concetto di comunità e relazione dove l’apprendimento cognitivo passa attraverso esperienze uniche e irripetibili progettate, studiate, elaborate in relazione a traguardi di sviluppo e percorsi di raggiungimento delle competenze a promuovere quel processo educativo in cui l’essere umano attraversa l’iter del sapere, del saper fare e del saper essere. In questa prospettiva la scuola dell’infanzia è luogo privilegiato di formazione ed educazione dell’uomo e del cittadino. La scuola dell’infanzia è agglomerata nel sistema nazionale di istruzione adempiendo con serietà e professionalità ai dettami legislativi strutturando e documentando il proprio agire, dove, al suo interno, esistono alte professionalità con curricula di eccellenza, pertanto la non obbligatorietà non è determinata dalla identità pedagogica della scuola, essa è semplicemente determinata dall’età dei bambini. La Conte in questo contesto sottolinea che tutti i fondamenti pedagogici su cui l’intero sistema culturale della scuola italiana si fonda sono su principi educativi elaborati da pensatori/pedagogisti che hanno costruito le loro teorie attraverso esperienza con l’infanzia tra cui menziona Montessori, Piaget, Brunner, Rousseau. Quindi negare il valore e l’identità della scuola dell’infanzia significa ancora una volta negare l’infanzia stessa, non dare valore ai bambini futuro di ogni civiltà. La scuola dell’infanzia oggi, è orgogliosa di continuare la sua attività in presenza, di essere in prima linea e di continuare a costruire processi educativi di eccellenza portando ai bambini la prospettiva e la costruzione di un tempo futuro. La Conte chiede per il tramite di questo scritto chiede al Presidente Emiliano di riconoscere la valenza e la competenza pedagogica già nell’uso di una semplice parola SCUOLA intesa a 360 gradi e non ASILO.

redazione

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