Documento conclusivo del Consiglio Generale CISL Scuola. Tornare a scuola in sicurezza per alunni, famiglie, personale

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Al termine dei lavori, svolti in modalità telematica oggi 11 maggio 2020, il Consiglio Generale della CISL Scuola, cui ha partecipato con un suo intervento la segretaria generale CISL Annamaria Furlan, ha votato il documento conclusivo che di seguito si riporta.

Il Consiglio Generale della CISL Scuola, riunito in modalità on line il giorno 11 maggio 2020, udita la relazione della segretaria generale Maddalena Gissi la approva, con i contributi emersi dal dibattito e dall’intervento della segretaria generale della CISL Annamaria Furlan.
Fermare la diffusione del contagio resta anche in avvio della cosiddetta fase 2 dell’emergenza l’obiettivo cui dare assoluta priorità, per evitare ulteriori perdite di vite umane e per consentire una ripresa delle attività produttive e dei servizi in condizioni che garantiscano in ogni settore sicurezza e salute. In tale ottica va inquadrata anche la gestione di un ritorno alle attività scolastiche in presenza, questione che assume rilevante complessità e delicatezza non solo sotto il profilo organizzativo e logistico, dovendosi gestire gli spostamenti e la convivenza di quasi dieci milioni di persone, ma con inevitabili riflessi anche sulle modalità di svolgimento delle attività didattiche. È di tutta evidenza che il contenimento dei rischi di contagio non risponde unicamente a esigenze di diretta tutela di quanti saranno effettivamente presenti nelle aule scolastiche, ma riguarda indirettamente i nuclei familiari sia del personale scolastico che di milioni di alunni. Per questa ragione la definizione di uno specifico protocollo sulla salute e la sicurezza nelle istituzioni scolastiche e educative, contenente misure chiaramente individuate e da applicare col massimo scrupolo, risponde a un interesse generale dell’intera collettività e in quanto tale va assunto come obiettivo prioritario anche dell’azione sindacale in questa fase.
Il Consiglio Generale considera il ritorno alle attività in presenza come recupero della dimensione più vera e autentica della scuola, come comunità intessuta di relazioni ad alta valenza pedagogica: quella tra alunni e docenti, in primo luogo, ma anche quelle che si intrecciano fra gli stessi alunni o che si realizzano nella condivisione del lavoro fra tutte le componenti professionali. La scuola come luogo dell’insegnamento e dell’apprendimento, la scuola che istruisce, forma e educa assolve compiti che vanno perciò ben oltre il soddisfacimento di un pur comprensibile bisogno di assistenza e custodia. Da qui la necessità che insieme alla massima tutela della salute e della sicurezza siano garantite anche le condizioni per un efficace svolgimento della didattica, tenuto conto delle particolari condizioni in cui ci si troverà ad agire e delle compensazioni di cui occorrerà farsi carico rispetto all’offerta formativa che è stato possibile erogare in una situazione di inattesa emergenza nell’anno scolastico in via di conclusione.
L’impegno profuso con generosità e intelligenza da tutto il personale nella didattica a distanza e nel lavoro agile, se da un lato ha consentito di evitare l’interruzione delle attività scolastiche, nulla ha potuto di fronte agli ostacoli talvolta insormontabili rappresentati dalle carenze infrastrutturali (diffusione della rete e qualità delle connessioni) e dalla dotazione strumentale in molti casi insufficiente o assente, che hanno riguardato aree territoriali più disagiate e fasce sociali più deboli. Rimuovere tali fattori di squilibrio e disparità è assolutamente urgente e indispensabile, anzitutto perché la didattica a distanza dovrà per qualche tempo integrare necessariamente le attività in presenza, condizionate dal rispetto delle misure di distanziamento sociale. In secondo luogo, e soprattutto, perché è inaccettabile che modalità di informazione e comunicazione dalle notevoli potenzialità si rivelino nei fatti impraticabili in un numero di casi la cui rilevanza è chiaramente evidenziata dalle statistiche ufficiali.
Proprio il permanere degli squilibri appena descritti rende di difficile attuazione lo schema di una mera alternanza fra attività in presenza e a distanza, a parità di personale impiegato. Uno schema che trascura, oltre ai fattori che ostacolano e impediscono la fruizione della DAD, anche le variabili legate all’età degli alunni, alle peculiarità metodologico-didattiche dei diversi gradi scolastici, alle specifiche condizioni di bisogno educativo. Se la scelta di ridurre notevolmente il grado di affollamento delle classi appare comunque obbligata, occorre prevedere per il nuovo anno scolastico un aumentato fabbisogno di personale, al fine di consentire alla generalità degli alunni una più consistente quota di attività in presenza, con ciò che ne consegue sia sul versante dei docenti per le attività di insegnamento, sia sul versante del personale ATA per le accresciute necessità di sorveglianza e assistenza.
Prevedere un temporaneo incremento di contratti a tempo determinato rende ancor più necessario ridurre l’area del lavoro precario, già troppo ampiamente estesa e che diversamente raggiungerebbe dimensioni abnormi. Da qui la necessità di misure che consentano già dal prossimo settembre una significativa stabilizzazione dei rapporti di lavoro, a vantaggio della continuità didattica e di un’efficace programmazione e gestione delle attività.
Il Consiglio Generale, consapevole del carattere straordinario e drammatico dell’emergenza economica che il Paese si trova ad affrontare, con un crollo del prodotto interno loro che avrà pesantissime ripercussioni su lavoro e occupazione, indica tuttavia la necessità di un forte sostegno in termini di investimento sul settore dell’istruzione e della formazione, perché la scuola sia messa in grado di assicurare, nelle difficili condizioni in cui dovrà operare, l’esercizio di un fondamentale diritto sancito dalla Costituzione. Appaiono pertanto insufficienti le risorse a tal fine rese disponibili nei provvedimenti che il Governo si accinge a sottoporre al voto del Parlamento. A ciò si aggiunge il fatto che parte delle risorse è finalizzata ad azioni la cui competenza andrebbe più opportunamente affidata agli enti locali e non ai dirigenti scolastici, la cui responsabilità dev’essere anzi chiaramente circoscritta, anche con la modifica più volte richiesta del Dlgs 81/2008.
Il Consiglio Generale, alla luce dell’esperienza condotta nella fase di ricorso generalizzato al lavoro agile, indica la necessità di opportune integrazioni al CCNL sia per quanto riguarda la disciplina dei carichi di lavoro del personale docente nello svolgimento delle attività didattiche a distanza, sia per quanto concerne la gestione delle attività degli uffici di segreteria, ampliando le opportunità di lavoro in remoto e definendone puntualmente la regolazione. È altrettanto necessario, e in vista della ripresa delle attività in presenza assolutamente ineludibile, portare a definitiva soluzione il problema già richiamato delle responsabilità dei dirigenti scolastici in materia di salute e sicurezza, come ribadito da ultimo nell’incontro fra sindacati e Ministra dell’Istruzione del 7 maggio u.s..

Il Consiglio Generale esprime apprezzamento per il notevole impegno di cui hanno dato prova nelle scorse settimane le strutture territoriali, assicurando in tutta Italia una presenza attiva e costante dell’organizzazione che ha garantito a lavoratrici e lavoratori anche in emergenza i necessari servizi di assistenza e consulenza. Esercitare con forte determinazione e grande senso di responsabilità i ruoli della rappresentanza sociale si rende ancor più necessario in una situazione nella quale anche le relazioni sindacali sono fattore importante di unità, coesione e solidarietà. Per questo è apprezzabile la volontà manifestata dal Governo di valorizzare il confronto con le parti sociali nella messa a punto dei provvedimenti finalizzati alla gestione dell’emergenza; analoga disponibilità va garantita per quanto riguarda il settore dell’istruzione e della formazione, anche attraverso il coinvolgimento delle Istituzioni Locali e di tutti i livelli confederali. Sui principali temi dell’emergenza Covid-19, la CISL Scuola e la CISL hanno prodotto qualificati contributi di analisi e proposta, ferma restando la necessità di una più complessiva presa in carico di questioni che devono essere assunte come priorità dal Governo e dal Parlamento.
Il Consiglio Generale, preso atto con soddisfazione del grande impegno profuso a livello territoriale e regionale nelle iniziative promosse unitariamente per il prossimo 13 maggio, nel quale si svolgeranno assemblee in modalità telematica sull’intero territorio nazionale, esprime apprezzamento e gratitudine per il lavoro che ad ogni livello, dalla segreteria nazionale ai rappresentanti RSU e delegati, fa della CISL Scuola anche in un frangente di così drammatica emergenza un punto essenziale di riferimento e di orientamento per le lavoratrici e i lavoratori della scuola.
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