Coronavirus, mascherine a 50 centesimi: Laporta, ‘se non si trovano la colpa non è la nostra’

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Mascherine a 50 centesimi più Iva per difendersi dell’emergenza coronavirus. La decisione ha lasciato perplessi molti farmacisti d’Italia, ancora di più per delle mascherine che tardano ad arrivare. Nel merito della delicata questione è entrato Michele Laporta, farmacista, assessore al Comune di Cellamare e delegato alla Città Metropolitana di Bari.

“Non meritavamo le offese ricevute dal Commissario Arcuri, manager pubblico che in questo difficile momento dovrebbe lavorare per unire le forze in campo e non per dividerle.

Io credo che il commissario straordinario per l’emergenza Covid 19, con alcune sue esternazioni pubbliche, abbia creato notevole risentimento da parte di una categoria di professionisti che in questi mesi, al pari di tutti i professionisti sanitari, sono stati chiamati alle armi, in una trincea composta ed equilibrata, in cui non sono mancati attimi di sconforto fisico e psicologico. La nostra esposizione al contagio, è stata ed è ancora oggi elevata e costante. Ben 14 colleghi sono morti sul campo a causa del coronavirus. Ma non abbiamo mai perso il coraggio, abbiamo continuato e continueremo costantemente a fare il nostro lavoro con competenza, professionalità ed abnegazione.

Se le mascherine a 50 centesimi + iva ancora non si trovano nelle farmacie certamente la colpa non è dei farmacisti. Ogni mattina apriamo fiduciosi i colli consegnati dai corrieri, ma delle mascherine di Stato non troviamo alcuna traccia. E per tutta la giornata siamo costretti a rispondere con dispiacere ai cittadini che “mascherine chirurgiche ancora niente”.
Personalmente avevo accolto con piacere l’annuncio che il commissario straordinario aveva raggiunto un accordo con alcuni produttori italiani che avrebbero fabbricato mascherine al prezzo di 38 centesimi +iva e che i distributori intermedi le avrebbero girate alle farmacie al costo di 40 centesimi +iva. Ancor più soddisfatto all’annuncio che lo Stato avrebbe rinunciato all’IVA sulle mascherine abolendola con decreto.
È mia opinione personale che lo Stato in questa situazione di emergenza non può continuare ad incassare “il sovrapprezzo” del 22% sulla vendita delle mascherine a maggior ragione se i cittadini sono oggi obbligati ad indossarle sui mezzi pubblici e nei luoghi chiusi nel rispetto di una norma statale. Praticamente dalla vendita di una mascherina 10 centesimi andranno alla farmacia e 11 centesimi allo Stato.

Chi ha fatto annunci troppo frettolosi, generando legittime aspettative da parte dei cittadini, ammetta serenamente di essere stato un po’ “superficiale” senza scaricare responsabilità su altri.

E comunque resta la soddisfazione per l’apprezzamento del lavoro che stiamo svolgendo da parte dalle massime istituzioni civili e religiose a cominciare da Papa Francesco, dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella e dal Ministro della salute Roberto Speranza.
Così come ci hanno commosso le parole del presidente della Regione Michele Emiliano: «Voglio ringraziare tutti i farmacisti pugliesi che in questo momento di emergenza continuano a prestare servizio per le cittadine e i cittadini, adeguandosi in maniera tempestiva alle nuove disposizioni».

L’esperienza che stiamo vivendo in questa emergenza sanitaria ha confermato che le farmacie sono sul territorio il presidio sanitario di prossimità più vicino ai cittadini, che si rivolgono a noi con grande fiducia. Questo ci rende orgogliosi”.

Antonio CARBONARA

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