Fase 2, Fitto: fondi europei (non spesi) tolti al sud per fare ripartire il paese? Il governo utilizzi i fondi di coesione

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FASE 2, FITTO: FONDI EUROPEI (NON SPESI) TOLTI AL SUD PER FAR RIPARTIRE IL PAESE? IL GOVERNO UTILIZZI I FONDI DI COESIONE

Dichiarazione del co-presidente del gruppo europeo ECR-FRATELLI D’ITALIA, Raffaele Fitto

“La Fase 2 la paga il Sud per far ripartire il Paese? E’ questo il dibattito che si è aperto in queste ore e che oggi è stato occasione di un utile confronto con il ministro del Sud, Giuseppe Provenzano.

“Una cosa appare abbastanza certa: dopo le tante belle parole l’Europa finora, ma vedremo cosa accadrà nel Consiglio Europeo del 23, non ha messo in campo 1 solo euro; mentre l’Italia è chiamata a trovare le risorse riprogrammando quelle comunitarie e nazionali (già previste) per far fronte alla più grave crisi economica dal dopoguerra. Come? Tagliando sostanzialmente risorse al Sud per sostenere la ripartenza.

“E veniamo al merito, il ministro Provenzano propone a nome del governo di tagliare il 20% dei Programmi comunitari nazionali e regionali per destinarli a interventi anticrisi, parliamo di circa 10 miliardi di euro (oltre 7 miliardi sono tagliati alle Regioni del Sud ed i restanti 3 miliardi sono di programmi nazionali per lo più destinati sempre al Mezzogiorno). Su questa proposta ci confronteremo in queste ore con proposte serie e praticabili con l’obiettivo di difendere seriamente gli interessi del Sud. Nel frattempo, però, ritengo un po’ stucchevole e fuorviante il dibattito che si è aperto nel quale tutti si schierano a favore del Sud a prescindere talvolta, però, senza una analisi seria e obiettiva e una vera autocritica.  Perché oggi il Governo propone di tagliare queste risorse? Semplice, perché non sono state spese o impegnate per tempo. Un esempio? La Puglia. Anche se la sensazione è che questo dato sembra interessare a pochi. Qui il taglio del 20% potrebbe voler dire rinunciare a 1,4 miliardi di euro perché a dicembre 2019 le risorse impegnate sono state solo 3,5 miliardi a fronte di 7,1 miliardi disponibili.

“Perché’ allora il Governo non si orienta sulle risorse del Fondo Sviluppo e Coesione dove, a differenza delle risorse europee, può assumere con certezza l’impegno di rimettere esattamente le stesse risorse che oggi ha intenzione di spostare. Infatti, a fronte di 64 miliardi di euro di risorse programmate al 31 dicembre 2019 gli impegni sono fermi a circa il 10%. In questo caso se guardiamo la Puglia, anche questo interessa poco, notiamo che dal 2016 ha a disposizione oltre 2 miliardi di euro per il famoso ‘Patto per la Puglia’ e al 31 dicembre 2019 ha impegnato solo il 23% ovvero 479 milioni di euro e speso appena 51 milioni il 2,5%. Riprogrammando le risorse del Fondo Sviluppo e Coesione al Mezzogiorno non si tagliano tali risorse come avviene per i fondi europei ma si sposta la spesa in avanti con l’impegno preciso del Governo di aumentare la dotazione del Fondo Sviluppo e Coesione  nel prossimo ciclo di programmazione (2021-2027). Tutto ciò non comporterebbe il blocco dei progetti in corso e soprattutto le Regioni avrebbero la garanzia di poter contare su maggiori stanziamenti in futuro”.

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