Terre insufficienti e avvelenate, che fare? il club per l’Unesco di Bisceglie celebra il 50° anniversario della Giornata Mondiale della Terra che cade nell’Anno Internazionale delle Piante Sane

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 TERRE INSUFFICIENTI E AVVELENATE, che fare?” il Club per l’UNESCO di Bisceglie celebra il 50° Anniversario della Giornata Mondiale della Terra che cade nell’Anno Internazionale  delle Piante Sane.

Quest’anno ricorre il 50° anniversario della Giornata Mondiale della Terra, voluta dalle Nazioni Unite e  nata il 22 aprile 1970, un mese e due giorni dopo l’equinozio di primavera, per sottolineare la necessità della conservazione delle risorse naturali della Terra.

In occasione della ricorrenza il  Club per l’UNESCO di Bisceglie, presieduto da Pina Catino,  continua la propria attività in precedenza programmata, pubblicando l’intervento del Chiarissimo prof. Benito Leoci “TERRE INSUFFICIENTI E AVVELENATE” avvalendosi della pagina Facebook del Club, stante l’attuale situazione emergenziale dovuta al COVID-19, che non consente di celebrare l’evento nelle solite forme pubbliche in precedenza utilizzate.

Il primo allarme, sottolinea il prof Benito Leoci – Università del Salento (Lecce – Italy)  fu lanciato da Rachel Carson il 1962 con la pubblicazione di un libro intitolato “Primavera silenziosa”.

La Carson avvertiva che i campi agricoli erano sempre più avvelenati da pesticidi e di conseguenza lo erano i semi che a loro volta uccidevano gli uccelli. Di qui la primavera silenziosa ovvero senza il canto degli uccelli. Poi fu la volta delle denunce di Ralph Nader negli anni ‘70 circa l’uso degli additivi alimentari riportate in Italia nel libro “Il cibo che uccide” del 1974. Le accuse di Nader si riferivano alla circostanza che gli alimenti erano sempre più interessati (e avvelenati) da additivi chimici.

 Da quegli anni tutto è andato peggiorando , continua il prof. Leoci, sotto la spinta della necessità di alimentare una massa crescente di popolazioni e quindi disporre di alimenti in misura crescente, favorendo la loro durata con l’uso degli additivi chimici e ostacolando l’opera degli insetti e la diffusione delle erbacce con l’uso dei pesticidi.

Inoltre, lo sfruttamento eccessivo dei terreni, la distruzione delle foreste, le variazioni climatiche e il crescente processo di desertificazione in diverse aree geografiche, presentano conseguenze negative difficili da prevedere. Mentre però le cause delle variazioni climatiche e dell’aumento delle temperature del pianeta sono difficili da individuare e da attribuire, per quanto attiene la distruzione delle foreste e l’uso massiccio di pesticidi non vi sono dubbi: l’unico colpevole è l’uomo. I quantitativi di pesticidi utilizzati ogni anno per proteggere le coltivazioni agricole e i prodotti derivanti sono spaventosi. Alcune cifre. In tutto il mondo in questi ultimi tempi sono stati utilizzati circa 2,8 milioni di tonnellate l’anno di pesticidi. Sufficienti per riempire una fila di camion lunga da Bari a Parigi! Pesticidi formati da circa 500 tipi diversi di composti chimici (utilizzati in oltre 50 mila formulazioni) e quindi difficili per il loro numero da valutare fino in fondo anche per i tempi lunghi necessari per individuare il loro impatto sull’ambiente e sulla salute umana. L’uomo si è dunque infilato in una trappola. L’aumento continuo delle popolazioni (da circa 1,5 miliardi del 1900 agli attuali oltre 7,5 miliardi di persone) necessita di aumenti continui di alimenti e quindi di pesticidi con aumento di malattie e avvelenamento dei terreni e delle acque sia dolci che marine. Come uscirne?

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