Affido Condiviso ai tempi del Covid19: in prima linea le associazioni

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“Stop al trasporto dei bambini come pacchi postali in regime di affido condiviso nelle coppie separate e divorziate ai tempi del Covid 19”. E questo il forte monito delle associazioni “Fermi con le mani” e “La Forza delle Donne”, “Crescere Insieme”. Riportiamo integralmente il comunicato stampa a firma di Avv. Tiziana Cecere,  Avv. Krizia Colaianni,  Sig. Mino Morgese.

“Questa situazione assurda, complessa e surreale sta mettendo a dura prova la forza e i valori della Famiglia il micro cosmo dove inizia la vita e l’amore non dovrebbe finire mai soprattutto in un periodo così delicato. A maggior ragione se le famiglie sono disgregate o allontanate per motivi di separazione o divorzio l’amore per l’ideale Famiglia con la F maiuscola dovrebbe trionfare. Ogni individuo può essere fautore di un cambiamento sociale e allora tutti attualmente dovremmo prenderci più cura dei bambini e degli anziani, gran parte dei quali nonni. Siamo costretti ad analizzare alcuni dati statistici!!!!

Dall’introduzione del “cosiddetto divorzio breve”, legge 55 del 6 maggio 2015, statisticamente il numero dei divorzi è notevolmente aumentato del 57 per cento. La percentuale di aumento dei divorzi è molto alta se si tiene anche conto che la legge è entrata in vigore il 26 maggio 2015. Il numero assoluto di divorzi avvenuti nel 2015 è 82.469. Le separazioni invece sono state 91.706: sono aumentate del 2,7 per cento rispetto al 2014.

Le percentuali di divorzi e separazioni sono più basse nel caso dei matrimoni celebrati con il rito religioso e stanno rimanendo costanti nel tempo. A dieci anni dalle nozze, i matrimoni religiosi ancora in corso sono 914 su 1.000; nel 2005 erano 911 su 1.000.

In particolare si segnala che la legge 54 del 2006 ha introdotto l’affido condiviso come modalità principale di affido. La legge prevede che entrambi i genitori conservino la potestà genitoriale – che prima spettava esclusivamente al genitore affidatario, quindi solitamente alla madre – e che entrambi debbano provvedere al sostentamento economico dei figli in misura proporzionale al proprio reddito.

Nelle separazioni, il 52,9 per cento dei figli affidati ha meno di 11 anni mentre per i divorzi i figli affidati sono generalmente più grandi: quelli sotto gli 11 anni sono solo il 32,3 per cento.

Considerando analiticamente i dati su descritti siamo tutti responsabili nella migliore tutela dei minori all’attuale tempo dell’emergenza COVID19.

Difatti, Secondo il decreto “iorestoacasa” emesso dal Consiglio dei ministri in data 8 marzo 2020 ed operativo in tutto il territorio nazionale al fine di contenere i contagi gli spostamenti possano avvenire solo per:

– ESIGENZE LAVORATIVE

– SITUAZIONI DI NECESSITÀ

– MOTIVI DI SALUTE

– PER RIENTRARE PRESSO IL PROPRIO DOMICILIO/RESIDENZA.

Orbene, nelle situazioni di necessità secondo le ultime interpretazioni mai confermate dal Cnf, rientrerebbe il diritto di visita del genitore non collocatario del minore. I bambini possono essere prelevati e successivamente riaccompagnati per garantire a pieno l’esercizio del diritto alla “bigenitorialita’” in tempi di pandemia globale.

E’ paradossale e quanto meno contraddittorio che in un momento di tutela del bene primario “la salute pubblica” e della salvaguardia degli essere umani più deboli: anziani e minori, siano resi ammissibili gli spostamenti per raggiungere i figli minorenni presso l’altro genitore o comunque presso l’affidatario, oppure per condurli presso di sé, consentendoli, in ogni caso secondo le modalità previste dal giudice con i provvedimenti di separazione o divorzio.

Quindi ogni minore che si trovi nella suddetta situazione (dato assai rilevante stante le indicazioni istat) devono essere considerati “pacchi postali” e possono essere prelevati dalla propria residenza con il genitore collocatario (madre e/o padre) ed essere facilmente contagiati (si pensi agli ansitomatoci) oltre a poter purtroppo divenire untori.

In un momento così delicato il diritto di visita dovrebbe essere sospeso e tutelato il diritto supremo del minore il quale deve rimanere assolutamente nella propria residenza con il genitore collocatario e tutelato al massimo ed al pari di tutti gli altri minori.

La posizione dominante delle associazioni che operano nella promozione sociale e nella tutela dei diritti dei più deboli (alle quali si uniscono l’Associazione La forza delle Donne, presieduta dall’avv. Krizia Colaianni, l’Associazione Fermiconlemani, presieduta dall’avv. Tiziana Cecere e l’Associazione Crescere Insieme, presieduta dal Sig. Mino Morgese) e della commissione famiglia sia quella di ritenere preminente  l’interesse della collettività alla salute di bambini, di anziani e di tutti nel rispetto al diritto di visita.

Abbiamo il dovere di responsabilizzare gli avvocati, i genitori e la collettività al buon senso, alla cooperazione, in attesa di ricevere idonei chiarimenti e linee interpretative dal Governo sulla questione per la conseguente attuazione della giustizia.

Le associazioni su citate restano a disposizione a mezzo Skype o wthasApp di chi voglia chiarimenti, indicazioni, supporto ad affrontare la “doppiamente” drammatica realtà.

Si sono unite alla nostra richiesta di collaborazione e di cambiamento moltissime persone in varie regioni d’Italia come Puglia, Abruzzo, Campania, Lazio e Liguria che ci stanno sostenendo raccogliendo le firme per inoltrare una petizione.

Qualora aderiate al nostro pensiero potrete inoltrare la Vs. adesione a una delle seguenti mail : avv.colaiannikrizia@gmail.com, fermiconlemanisegreteria@gmail.com,crescereinsieme.casamassima@gmail.com.

Auspichiamo di far sentire la nostra voce con tutto il cuore.

“Segui sempre le 3 “R”: Rispetto per te stesso, Rispetto per gli altri, Responsabilità per le tue azioni”.

(Dalai Lama) 

 Avv. Tiziana Cecere  Avv. Krizia Colaianni Sig. Mino Morgese

redazione

 

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