The André in concerto all’Officina degli Esordi di Bari il 22 febbraio 2020

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The André, artista che con grande abilità trasfigura celebri brani trap e indie italiani, interpretandoli alla maniera di Fabrizio De André, sarà in concerto all’Officina degli Esordi di Bari il prossimo sabato 22 febbraio (ore 21).

 

 

Con oltre 5 milioni di visualizzazioni sul canale YouTube, The André diventa presto un fenomeno del web grazie alle straordinarie versioni di cover d’autore in cui omaggia il grande Maestro immaginando come si sarebbe cimentato ai giorni nostri cantando i testi del filone trap e indie.
Artisti urban come Ghali, Sferaebbasta, Gue Pequeno e Salmo, o nomi dell’indie come Lo Stato Sociale, Coez, Calcutta e Coma Cose vengono così magicamente riletti in chiave deandriana denudando il testo in maniera romantica ed esaltandone l’unicità.

Uscito lo scorso gennaio, THEMAGOGIA – Tradurre, tradire, trappare (Freak & Chic/Artist First) è stato il debutto discografico del cantautore. Un esordio importante, che ha saputo sorprendere critica e pubblico, per un progetto che, partito dal web come parodia, si è subito trasformato in qualcosa di più complesso. Il disco segna una svolta nella pur giovane carriera artistica di The André, allontanandosi quasi del tutto dalle cover e introducendo il nuovo concept compositivo della ‘traduzione’ ossia la rielaborazione da zero di brani celebri, oltre che sull’arrangiamento anche nella parte testuale.

La sua musica e i numerosi apprezzamenti dal mondo culturale lo hanno portato  a calcare palchi importanti tra festival, come Home FestivalGoa BoaWoodoo FestFlower Festival e Parco Tittoni, e rassegne, come il Wired Festival (a cui ha partecipato due volte), Musicultura e lo Sponz Fest di Vinicio Capossela.

“È bravissimo e intelligente. Ha avuto un’ottima intuizione e la sta esprimendo splendidamente. La sua voce è molto simile a quella di Fabrizio e trovo interessante l’operazione che aiuta a focalizzare meglio i valori espressi nei testi trap, creando anche momenti ironici di smitizzazione, ma sempre rispettosi” Dori Ghezzi.

redazione

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