Torna il Bari International Gender Film Festival

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Torna il Bari International Gender Film Festival con il Big Lab Tango Queer di Cristiano Bramani (12-13 dicembre) e l’appuntamento cinematografico di Big Doc (13 dicembre). Sabato 14 tocca alla Big Night con Milonga Queer e Dj Set.

Spazio 13
Accademia Cinema Ragazzi di Enziteto
Spazio Murat

Il tango queer e la bellezza di un ballo senza regole. E uno sguardo approfondito sul cinema di genere contemporaneo, con tre autori tra i più apprezzati in ambito nazionale ed internazionale. Giovedì 12 dicembre e venerdì 13 torna il Bari International Gender Film Festival – promosso e organizzato dalla Cooperativa AL.I.C.E (Area Arti Espressive), con la direzione artistica di Miki Gorizia e Tita Tummillo -, con un doppio evento: il primo è «Big Lab – Tango Queer», realizzato con il sostegno di Regione Puglia e Comune di Bari, con il patrocinio della Città Metropolitana di Bari e in collaborazione con Spazio13. È infatti proprio a Spazio 13, a Bari (via de Cristoforis 8), che si terrà un laboratorio sul tango, diverso dal solito (info ed iscrizioni 347.50.71.501 – 349.226.54.99): il ballo argentino per eccellenza, la danza tradizionalmente celebrata in tutto il mondo per la rappresentazione sensuale della battaglia fra i sessi, sarà stavolta rovesciata nei suoi classici codici interpretativi, per accogliere tutte le declinazioni e i desideri.

Cristiano Bramani, fondatore e presidente di «Tango Queer Roma» (la prima associazione in Italia regolarmente registrata ad occuparsi di tango queer, nonché ideatore de «La Malquerida», unica milonga queer stabile in Italia), condurrà un laboratorio rivolto ad un massimo di 30 persone, per il quale non è prevista alcuna preparazione tecnica. È invece necessaria la capacità di modificare lo stereotipo del tango classico, quello dell’«uomo che conduce» e della «donna che segue». Nel tango queer ognuno può ridisegnare il proprio ruolo all’interno della coppia. Una donna può invitare un’altra donna, un uomo un altro uomo. Così come anche le coppie formate da uomo e donna possono partecipare, a patto che siano così «fluide» da sperimentare l’altro ruolo: ossia che una donna possa guidare, e che un uomo possa anche lasciarsi andare alla conduzione di una donna. È così che il tango queer diventa un ballo anticonformista atto a sovvertire le regole. Ed è proprio tra le milonghe di Buenos Aires, e non solo, che si sta diffondendo a macchia d’olio, per rovesciare le regole eterosessuali con la grazia, appunto, di un passo di danza.

Il laboratorio di Bramani si svolgerà nelle giornate del 12 e 13 dicembre (dalle 18 alle 21) con obiettivi ben definiti. Nel primo giorno si potranno acquisire e consolidare le strutture principali del tango, conoscendo il lessico fondamentale per l’espressione di tale linguaggio. Sarà curata particolarmente l’esecuzione tecnica, grammatica indispensabile di questa danza. Per comprendere se esistano passi e sequenze propri di un ruolo o dell’altro. Nella seconda giornata sarà svolto un lavoro di ricerca sulle diverse possibili qualità di movimento e sulle varie energie, quali mezzi espressivi delle emozioni; si lavorerà sull’ascolto reciproco e sulla presenza consapevole di entrambi i componenti della coppia, allo scopo di arrivare ad un dialogo paritario e biunivoco.

Quanto al secondo evento, il Big Doc di venerdì 13 dicembre, l’appuntamento si terrà a Bari all’Accademia del Cinema Ragazzi di Enziteto (Piazzetta Eleonora, 1), a partire dalle 19,45. Dopo i saluti iniziali della direzione artistica del BIG e di Ruggiero Cristallo (coordinatore dell’Accademia del Cinema Ragazzi), sarà ospite e interverrà la regista romana Carlotta Cerquetti, che presenterà il suo ultimo film documentario «Linfa» (2018). Già selezionato in diversi festival e rassegne, oltre alla Festa del Cinema di Roma dell’anno scorso, «Linfa» è dedicato alla scena artistica e musicale underground al femminile gravitante a Roma Est (tra i quartieri del Pigneto e Tor Pignattara, sulla Via Prenestina). Con una lente d’ingrandimento su numerose artiste e performer, protagoniste di questo nuovo flusso creativo che cerca di combattere l’omologazione e l’appiattimento.

Alle 21,15 toccherà al cortometraggio «Pepitas» di Alessandro Sampaoli (2018), scritto dallo stesso regista con la drammaturga Renata Ciaravino, e interpretato da Lino Guanciale e Ariella Reggio. Il corto è incentrato sui temi dell’identità, dei rapporti umani e di come l’arte possa riscattare il proprio essere. Già vincitore di diversi premi, la storia riguarda un giovane impiegato che di notte veste segretamente i panni di una drag queen. Finché una sera non potrà più nascondersi con sua nonna. Come andrà a finire?

Alle 21,30 la serata si concluderà con la proiezione di «Queerama» di Daisy Asquith (Regno Unito, 2017), in collaborazione con il Florence Queer Festival. Il documentario (proiettato in versione originale con sottotitoli in italiano) è stato realizzato in occasione del cinquantesimo anniversario della «Britain’s Landmark Sexual Offenses Act», legge che depenalizzava gli atti omosessuali in contesti privati in Inghilterra e Galles. La regista ripercorre cento anni di esperienze, ingiustizie, amori, desideri e liberazione sessuale, di donne e uomini gay del ventesimo secolo. Realizzato grazie all’immenso materiale video del British Film Institute, rievoca sullo schermo tutte le tappe di quella rivoluzione che ha visto la comunità LGBT passare dalla clandestinità all’orgoglio. Alison Goldfrapp, Hercules & Love Affair e John Grant firmano la colonna sonora.

Sabato 14 dicembre, infine, si terrà «Big Night» nello Spazio Murat di Bari (ingresso a 5 euro solo milonga, 10 euro milonga, concerto e dj set, 7 euro concerto e dj set): alle 20,30 partirà la «Milonga Queer», con esibizione dei tangheri Cristiano Bramani e Walter Venturini (musicalizador Francesco Azzolini).

Alle 23,30 spazio al concerto di Iva Stanisic from Yva & the Toy George. Yva & The Toy George è il progetto solista di Iva Stanisic, musicista e producer di Roma nata a Belgrado (ex Yugoslavia) e immigrata in Italia. Il suo set comprende l’uso di groovebox, sintetizzatori, percussioni acustiche e digitali, e vari effetti vocali, dando vita ad un melting pot di suoni e generi, che spaziano tra electro, dance, punk, hip hop e sonorità più esotiche, arabeggianti e balcaniche, ma non solo. Yva canta in diverse lingue usando anche delle parole inventate.

Alle 00,30 il dj set di Barbara Laneve aka Laneige. Fashion & Music Consultant, organizzatrice di eventi e party con la sua Display Agency, Laneige collabora con Elle Italia, Camera della Moda, The Kinksy, L’Officiel, Punkt Magazine, Carine Roitfeld (Vogue France) e tanti altri. Appassionata di sottoculture, con suo marito da dieci anni ha anche un’etichetta discografica, «Discipline», che cura la parte musicale dell’agenzia e l’organizzazione di concerti, club night e format. Le sue selezioni, tra il superficiale e l’introspettivo, sono come se Miu Miu facesse una collaborazione con Adidas. Con un pizzico di Comme Des Garçons.

Redazione

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