I Lali Puna alla Feltrinelli di Bari

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In occasione dell’unica data italiana tenuta per la XXXIV edizione di TIME ZONESi Lali Puna incontreranno il pubblico domenica 13 ottobre (ore 12.00) alla Feltrinelli Libri e Musica di Bari. La band, formata da Valerie TrebeljahrChristoph Brandner e Christian Heiß, dialogherà col direttore artistico di Time Zones Gianluigi Trevisi e col giornalista Michele Casella a proposito dei 20 anni di attività dall’esordio con l’album Tridecoder. Gli inventori dell’indietronica racconteranno la svolta digitale nel pop tedesco, l’esplosione musicale della laptop generation, l’incrocio fra songwriting e sperimentazione digitale fino alla recente svolta nella composizione della band che ha indirizzato il nuovo corso sonoro del trio. L’incontro, gratuito e aperto al pubblico, sarà l’occasione per gli ascoltatori italiani di conoscere dal vivo questa band di culto che ha cambiato l’estetica del digital-pop contemporaneo.

Con il recente EP Being Water, i Lali Puna affinano il proprio approccio distintivo al pop e all’elettronica, spingendone i confini verso il cantautorato classico. Sebbene Valerie Trebeljahr abbia scritto “Being Water” principalmente da sola – anche se sostenuta dai compagni di band Christian Heiß e Christoph Brandner – la cantante rifiuta l’idea della singola autorialità: «Nulla viene fuori sola da me stessa. Sono un campionatore: scrivo musica perché ascolto musica. E scrivo testi perché leggo». Di conseguenza gli argomenti e i riferimenti espressi in Being Water sono decisamente vari: Who’s That Genius rende omaggio a Virginia Woolf e Madonna, domandandosi perché il termine “genio” sia ancora correlato principalmente alla mascolinità. La title-track si riferisce alla famosa citazione di Bruce Lee “Be formless, shapeless, like water”, ma in questo caso è capovolta: è stata l’opera video Liquidity Inc. di Hito Steyerl ad aver attirato l’attenzione di Valerie, che ha rilegge la citazione come un paradigma neoliberista. Al contrario, un titolo come For Only Love potrebbe sembrare un po’ ingenuo, ma – afferma Valerje – «Sicuramente non sarà l’odio a salvarci». Il testo è stato scritto dopo la visione del documentario The War Show di Obaidah Zytoons e Andreas Dalsgaards.

Redazione

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