Sprechi alimentari, spot Puglia: Emiliano lancia con gli attori la campagna “Noi non sprechiamo”

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ANSA) – BARI, 17 GIU – E’ la saggezza dei nonni che di fronte al cibo avanzato dicevano: “non lo buttare, è peccato”, l’ideale ispiratore della campagna “Noi non sprechiamo” lanciata dalla Regione Puglia contro gli sprechi alimentari e che ha come testimonial gli attori e comici baresi Emilio Solfrizzi ed Antonio Stornaiolo. Un ideale antico che tramite una legge regionale pugliese del 2017 si traduce nella esigenza per una società moderna, di conciliare la (iper)produzione di cibo, con le necessità di ridurre i rifiuti e l’inquinamento (i cibi scaduti o in scadenza finiscono in discarica) e di una maggiore solidarietà con le fasce svantaggiate della popolazione.

 

 

La campagna, che partirà il primo luglio con la diffusione in tv e sui social di due spot scritti e realizzati ‘pro bono’ dai due cominci (Solfrizzi è anche regista), è stata presentata nella sede della Regione dal presidente, Michele Emiliano, con il relatore della legge, Ruggero Mennea, il sindaco di Capurso, Francesco Crudele, in rappresentanza dell’Anci, l’assessore regionale al Welfare, Salvatore Ruggeri, e i rappresentanti dei comuni titolari della azioni finanziate dalla Regione. Negli spot che hanno come claim “il cibo è vita, non sprecarlo”, uno Stornaiolo severo si materializza di notte nella camera da letto di un mortificato Solfrizzi per spiegargli che l’indicazione “da consumarsi preferibilmente entro…” non segna la definitiva scadenza del cibo che – se conservato correttamente – è consumabile per molti tempo ancora. A conferma di ciò, i due attori a conclusione dell’ incontro hanno distribuito crackers la cui data ‘preferibile’ di consumo era lo scorso gennaio a relatori e giornalisti.

La legge regionale per il recupero e riutilizzo delle eccedenze alimentari, ha già finanziato progetti di Comuni capoluogo e in altri ambiti territoriali che fanno da catena di congiunzione, tramite realtà del terzo settore, tra i produttori e distributori di cibo (ma anche mense scolastiche e aziendali che butterebbero il non somministrato) con le persone in stato di necessità. I progetti finanziati servono ad acquistare mezzi di trasporto o attrezzature (come frigoriferi) per lo stoccaggio del cibo prima della distribuzione finale che avviane anche a domicilio.

ansa

redazione

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