Sottoscritto a Molfetta il contratto di appalto per la gestione del Centro comunale antiviolenza

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E’ stato sottoscritto, nel corso della mattinata di oggi, 7 giugno, il contratto di appalto, tra l’associazione Pandora e il Comune di Molfetta, per la gestione del Centro comunale antiviolenza “Annamaria Bufi”, in piazza Luxemburg. Presenti la presidente di Pandora, l’avvocato Valeria Scardigno, la dirigente dei servizi sociali del Comune, Lidia De Leonardis, gli assessori e i consiglieri comunali, lo staff di Pandora.

«La firma di questa mattina – sottolinea il sindaco, Tommaso MInervini –  rappresenta la partenza di un nuovo servizio. D’ora in avanti le donne di Molfetta e delle città limitrofe, a prescindere dalla loro età, dalla loro estrazione sociale, dalle loro nazionalità, avranno un porto sicuro. Un luogo, in cui persone esperte, potranno aiutarle. Un punto di riferimento a tutela delle donne. Un luogo che potrà fornire non solo risposte immediate di sostegno legale, sociale, sanitario, ma soprattutto aiuterà le donne a sviluppare la consapevolezza di sé. La violenza contro le donne – continua – è una delle più vergognose violazioni dei diritti umani. Ringrazio quanti hanno lavorato per il raggiungimento di questo risultato. In particolare i miei assessori, Ottavio Balducci, ai servizi sociali, e Angela Panunzio, assessore alle pari opportunità, le mie consigliere comunali, Rosalba Secchi e Maddalena De Gioia, ma anche tutto lo staff della socialità, a cominciare dalla dirigente, Lidia De Leonardis e dalle sue collaboratrici. Intanto i gestori del Centro sono già al lavoro perché i bisogni delle donne non vanno in vacanza. Le donne – conclude – non saranno mai più sole»

All’interno del Centro le donne che subiscono violenza troveranno uno spazio di ascolto, di condivisione e di sostegno nel rispetto della segretezza e dell’anonimato attraverso una relazione significativa di aiuto con le operatrici che, qualora la donna dovesse richiederlo, potranno accompagnarla alla fruizione di servizi quali Forze dell’Ordine, visite mediche, colloqui con assistenti sociali, o altri luoghi in cui la presenza dell’operatrice rappresenti un punto di forza per la donna.

Ufficio stampa Comune di Molfetta

redazione

 

 

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