Concertone 2019: il caso Pedrini

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Il Concertone del 1° maggio in piazza San Giovanni a Roma, organizzato dai sindacati Cgil, Cisl e Uil, nella giornata internazionale del lavoro, è ormai diventato un evento mediatico nazionale, trasmesso in diretta da Rai3. Tra i cantanti in scaletta anche l’ex leader dei Timoria, Omar Pedrini, attualmente impegnato in un tour per i 25 anni dell’album “Viaggio senza vento”.

Un’occasione imperdibile per i tanti fan del rocker bresciano, poter vedere nuovamente il loro idolo su un palco così importante, in diretta televisiva – Pedrini è infatti stato lontano dal grande pubblico a lungo per motivi di salute. Dopo pochi secondi dall’inizio della sua performance, però, la Rai ha interrotto la diretta per motivi di palinsesto e i numerosi fan di Pedrini, incollati da ore al piccolo schermo, non hanno potuto ascoltare le canzoni scelte dall’artista per la sua esibizione.

A questo punto i fan hanno cominciato a bombardare la pagina Facebook del Concertone con post indignati chiedendo le motivazioni della decisione di tagliare proprio l’esibizione di Pedrini, tanto che gli organizzatori hanno deciso di farlo esibire nuovamente nel blocco serale. Tale decisione è stata comunicata sia sui social sia da Lodo Guenzi direttamente dal palco di piazza San Giovanni. Ma alla fine dello show di Pedrini non si è saputo più nulla. Un altro comunicato sulla pagina Facebook del Concertone spiegava l’assenza di Pedrini attrbuendola a non meglio specificati motivi personali. Alla rabbia e all’indignazione dei fan si è aggiunta, quindi, la preoccupazione per le condizioni di salute del rocker.

È stato lo stesso Pedrini, stamattina, a svelare l’arcano con un lungo post su Facebook, intitolato “Mandala”. L’artista bresciano si è detto dispiaciuto per l’accaduto soprattutto perché il suo pubblico non ha potuto ascoltare le dediche che aveva preparato sulla sicurezza sul lavoro, su Giulio Regeni e Ilari Alpi, le sue parole sulla pace e l’ambiente. Pedrini ha spiegato le motivazioni che lo hanno spinto a rinunciare alla seconda esibizione: gli era stato detto che avrebbe dovuto condensare la sua apparizione in soli tre minuti, senza parlato, senza poter quindi dire le cose che per lui erano importanti in una giornata come quella di ieri, e, anche alla luce della stanchezza degli addetti al palco, che avrebbero dovuto fare del lavoro extra, ha deciso di andar via, in albergo, a piedi, mescolandosi tra la gente: “Tutto era curatissimo, come un mandala tibetano, un disegno di sabbia colorata che dopo essere stato costruito pazientemente da decine di monaci, granello per granello, colore per colore, e non appena terminato viene distrutto dal monaco o rimpoce: così è la vita, e o lo so bene, con le “sorprese” che mi ha riservato, ma so anche che va accettato serenamente.”

Maria Cristina Consiglio

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