«Nero a metà. Genesi di un capolavoro»: a Trani De Rienzo, Marangolo e Vitolo raccontano la genesi dello storico album di Pino Daniele

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«Ho sempre grande entusiasmo nel fare questo mestiere. Uno che suona, suona sempre, fino all’ultimo giorno di vita». Concluse così, Pino Daniele, la sua ospitata l’8 dicembre 2013, al Medimex di Bari. Appena 13 mesi dopo il grande cantautore napoletano ci avrebbe lasciato, non prima di tornare a Bari, al Palaflorio, l’11 dicembre 2014, in un indimenticabile concerto dell’ultimo tour dedicato a «Nero a metà», il suo terzo album del 1980.

 

E verterà proprio sul disco che ha lanciato la carriera di Pino Daniele, l’incontro che si svolgerà a Trani, mercoledì 24 aprile, alle 19, nella Sala di attesa del Laboratorio di Cardiologia Narrativa (Corso Vittorio Emanuele II 139), nell’ambito del ciclo «La musica che cura», organizzato e diretto artisticamente dal cardiologo Maurizio Turturo. «Nero a metà. Genesi di un capolavoro» sarà un dialogo che il giornalista Livio Costarella terrà con tre dei grandi protagonisti di quel disco, insieme a Pino: Gigi De RienzoAgostino Marangoloed Ernesto Vitolo – rispettivamente bassista, batterista e tastierista del gruppo storico che lo incise 39 anni fa – saranno gli ospiti d’eccezione, nell’incontro patrocinato dalla ASSIMSS (Associazione Italiana di Medicina e Sanità Sistemica).

«Parleremo – spiega Turturo, che organizza volutamente queste iniziative nella Sala di Attesa di uno studio medico – di un’altra forma di Medical Humanities, la musica, in grado di smuovere le nostre più intime emozioni. La musica promuove il benessere della persona mediante il rilascio di endorfine e cortisolo, stimola l’esplorazione dell’ambiente, favorisce il contatto e la relazione interpersonale combattendo la solitudine, instaura relazioni positive nella cura quotidiana, rafforza identità e motivazione. È un mezzo molto utile al medico e a tutti i professionisti della salute, in quanto favorisce l’alleanza terapeutica con il paziente, perché un medico inclusivo e sistemico, che integra più piani di intervento, è certamente più aperto ad una visione multidimensionale del suo operato. Ognuno di noi ha una canzone o una musica che nel proprio immaginario rimanda a ricordi, ad emozioni passate o semplicemente produce una sensazione di benessere».

De Rienzo, Marangolo e Vitolo racconteranno attraverso la loro narrazione, con l’ausilio di qualche video storico, l’alchimia relazionale intercorsa tra di loro e come fu pensato, costruito ed eseguito uno dei dischi più importanti nella storia della musica leggera italiana, crocevia della produzione musicale di Pino Daniele. L’incontro – a ingresso libero su prenotazione – è dedicato a Pino Daniele e a tutti i musicisti che hanno lavorato con lui, contribuendo a rendere le sue canzoni fonte di cura per l’anima.

redazione

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