Taranto, un museo a cielo aperto: percorsi formativi al TaTÀ

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Da aprile a giugno, negli spazi del TaTÀ a Taranto, un museo a cielo aperto: due differenti percorsi di formazione, in drammaturgia dello spazio e danza fusion, per un progetto collettivo.

 

La materia, la luce, lo spazio, il suono. A confronto e in scena. Attivo, per il secondo anno, il percorso di formazione in drammaturgia dello spazio “Taranto, un museo a cielo aperto”, condotto dagli scenografi e lighting designer Paolo Baroni e Marco Guarrera, con la partecipazione dell’IISS “Vincenzo Calò”, polo artistico ionico in cui sono confluiti i licei artistici di quasi tutta la provincia (Grottaglie, Taranto, Manduria, Martina Franca e Casa circondariale). Nel particolare, da aprile a fine maggio, aderiscono all’offerta formativa del Crest gli studenti della classe terza sezione H indirizzo “Arti figurative” e della classe terza sezione I indirizzi “Architettura e Ambiente” e “Audiovisivo e Multimediale” della sede di Taranto dell’Istituto presieduto dal dirigente scolastico Brigida Sforza, nell’ambito dei “percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento”, precedentemente denominati percorsi di alternanza scuola-lavoro (60 ore totali per ciascuna classe).

Parallelamente al percorso di formazione in drammaturgia dello spazio, quest’anno opera anche un laboratorio di fusion condotto dal coreografo Vito Cassano, che coinvolge danzatori provenienti daCentro Studi Danza Koros, A.S.D. Studio Teatro Danza, CE.D.E.M. Centro Danza e Movimento, Performance e Circo Laboratorio Nomade. Esperienza totalmente coinvolgente, creativa e innovativa, la fusion è un amalgama di stili di danza (e di musica) di provenienze diverse, che si compenetreranno, creando un dialogo arricchito dalle vicendevoli contaminazioni. Da marzo a giugno, previsti otto incontri nel fine settimana, il sabato pomeriggio e la domenica mattina (4 ore per ciascuna sessione di lavoro).

Nei fatti, a partire dalle suggestioni ispirate dalla “Tomba dell’atleta” (databile al 500-480 a.C., rinvenuta nel 1959 ed esposta al MArTA – Museo Archeologico Nazionale di Taranto), negli ambienti multiuso del TaTÀ di via Deledda, al quartiere Tamburi, sono stati avviati due differenti percorsi formativi finalizzati allo sviluppo di un progetto collettivo sul tema “portiamo il museo fuori, nella città”. L’obiettivo è una messinscena site specific di grande impatto (a fine giugno, nell’Isola), capace di creare visionarietà rispetto ad un progetto di futuro della città a partire dalla bellezza e dalla identità. Un evento che, favorendo una relazione felice tra passato e futuro, potrebbe costituire anche una sorta di primo momento per dare corpo alla candidatura avanzata dall’amministrazione comunale affinché la città di Taranto ospiti i Giochi del Mediterraneo del 2025.

I percorsi di formazione di “Taranto, un museo a cielo aperto” sono parte di parte di “Heroes”, progetto artistico triennale 2017/19 di Crest e associazione culturale “Tra il dire e il fare” (Ruvo di Puglia, Bari) in ATS, in ordine all’avviso pubblico per iniziative progettuali riguardanti lo spettacolo dal vivo e le residenze artistiche – Patto per la Puglia – FSC 2014/2020 – Area di intervento “Turismo, cultura e valorizzazione delle risorse naturali”.

 

redazione

 

 

 

 

 

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