Zio Vanja in scena al Teatro Abeliano di Bari

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Nuovo appuntamento della rassegna To the theatre al Teatro Abeliano, mercoledì 19 dicembre, alle ore 21.00. Di Anton Cechov, regia Roberto Marafante, produzione Marluna Teatro.

 

Čechov è certamente attuale. Lo è perché i suoi personaggi si chiedono: chi siamo, dove andiamo, qual è il senso della nostra vita. E mentre si pongono queste alte domande, consumano il loro tempo, la vita stessa, nella complessa banalità del quotidiano, di un fare pratico, necessario, piccolo e spesso inutile e non sanno come risolvere questa dicotomia. Tutto ciò è drammatico ma anche ridicolo e soccombono nella sproporzione tra pensiero e azione. Per questo il loro immolarsi non è mai eroico o, meglio, è eroico come può essere eroico condurre la propria esistenza quotidiana, che alla fine però rappresenta tutta la propria vita. In tutto ciò non c’è dramma catartico, né sulla scena né nella forma drammaturgica. Čechov non è epico ma è universale, non è realistico ma rituale, non c’è unità di tempo e azione, anzi spesso il tempo-spazio non è definito; sulla scena non c’è la realtà, c’è di più: non c’è il vero ma il verosimile.

Čechov è come Beckett o Pinter che ci mostrano solo la porzione di un segmento, di cui noi non vediamo l’inizio e la fine. Sta a noi ricomporre i frammenti e, come in un gioco interattivo dargli un senso: il nostro.

Quello che proponiamo è uno spettacolo che prevede il coinvolgimento di ben nove attori professionisti, Marianna di Pinto, Marisa Eugeni, Mariella Parlato, Pino Fusco, Maria Elena Germinario, Marco Grossi, William Volpicella, Enzo Toma, Alessandro Anglani, scelti tra le migliori compagnie pugliesi. Sul palcoscenico, spazio deputato alla finzione, verrà fuori la struttura teatrale dei protagonisti dell’opera cechoviana, che vivono e costruiscono le loro atmosfere e la loro realtà narrandosi. La regìa dello spettacolo, ideato dallo scenografo arch. Massimo Marafante, è affidata al regista Roberto Marafante. Le azioni sulla scena sono come foto di un album di famiglia, dei momenti, dei piccoli nuclei definiti, a volte scollegati ma la cui sommatoria rappresenta la vita reale dei protagonisti e, proprio come in un album di famiglia o in un diario, non c’è tutta la vita ma c’è quello che la rappresenta.


redazione

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