I Folk Songs di Berio a Bari per “Anima Mea”

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Il festival itinerante Anima Mea, capofila della Rete di musica d’arte Orfeo Futuro, si muove tra Settecento e musica dei nostri giorni. E se domenica 18 novembre, nella Chiesa del Purgatorio, a Palo del Colle (ore 20.30), ospita l’Ensemble Festa Rustica nel concerto “Europa Barocca”, excursus tra stile italiano e tedesco, lunedì 19 novembre (ore 20.30), nella Chiesa di Santa Teresa dei Maschi, a Bari, accende i riflettori sulla musica contemporanea.

Di scena, lo MDI Ensemble, formazione diretta da Carlo Goldstein e tra le più autorevoli sulla scena internazionale, con cui Anima Mea accosta uno dei padri dell’avanguardia del dopoguerra, Luciano Berio, ai “figli” Luca Vago e Gianvincenzo Cresta. Accade in un concerto nel quale, partendo dai celebri “Folk Songs” di Berio del 1964, lo MDI Ensemble propaga echi e memorie nella nuova musica italiana con l’esecuzione di “Masquerade” di Vago e “Vento di Kadim II” di Cresta, pezzi entrambi del 2017.

Il concerto si aprirà con “Masquerade”, pagina per la quale il quarantasettenne compositore lucchese si è ispirato all’Arlecchino del “Servitore di due padroni” di Goldoni, ma anche al carattere istrionico dell’“Arlekin” per clarinetto solo di Karl Heinz Stockhausen, nel quale il solista suona, mima e danza contemporaneamente. In “Masquerade” il ruolo da protagonista lo recita, infatti, il clarinetto, affidato all’estro di Paolo Casiraghi, che con Sonia Formenti (flauto), Donata Mattei (arpa), Lorenzo Gentili-Tedeschi (violino), Paolo Fumagalli (viola), Giorgio Casati (violoncello), Lorenzo D’Erasmo (percussioni), Francesco D’Aniello (percussioni) e Monica Benvenuti (voce) forma per quest’appuntamento di Anima Mea lo MDI Ensemble, compagine residente al festival Milano Musica e regolarmente ospite di istituzioni musicali italiane e straniere quali MiTo-Settembre Musica, Società del Quartetto di Milano, Biennale Musica di Venezia, Festival Présences di Radio France, Villa Concordia a Bamberg, SMC di Losanna, SWR di Stoccarda e ORF di Innsbruck.

Una serie di vortici, accumuli e rilasci energetici, di trasparenze e opacità timbriche, caratterizzano, invece, “Vento di Kadim II”, rappresentazione sonora di una metamorfosi continua del paesaggio che rappresenta il secondo di un ciclo di brani dedicati al vento caldo d’Oriente dal cinquantenne musicista avellinese, compositore “in residence” di Anima Mea e dalla carriera brillantissima, con esperienze in istituzioni internazionali, tra cui Ircam e Opéra Bastille di Parigi, Radio France, Mozarteum di Salisburgo, Biennale Musica di Venezia e Festspielhaus Hellerau di Dresda.

Nella seconda parte del concerto verranno eseguiti i “Folk songs”, antologia di undici canti popolari provenienti da diverse parti del mondo che Berio rielaborò per la sua musa, il mezzosoprano Cathy Berberian, per essere suonati tutti dallo stesso organico di sette esecutori, prima della successiva rielaborazione per orchestra. Il risultato è un potente affresco che affonda le proprie radici nell’affascinante molteplicità del canto popolare e proietta melodie antichissime in una dimensione sempre parallela al tempo presente. Lo stesso tempo che il festival Anima Mea e il suo direttore artistico, Gioacchino De Padova, continuano a scandagliare proponendo musica nuova, a volte ispirata anche all’antico, con lo sguardo raccolto tra memoria e futuro.

Info www.animamea.it

redazione

 

 

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