Tap: indagine su ipotesi di inquinamento

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E' decaduta a mezzanotte e non è stata rinnovata l'ordinanza prefettizia che istituiva per 30 giorni una 'zona rossa' in località San Basilio, a San Foca di Melendugno (Lecce), per consentire la ripresa dei lavori del gasdotto Tap. Nella zona era vietato accedere e transitare, se non alle forze dell'ordine e agli addetti ai lavori. La recinzione antisfondamento, elevata intorno all'area cuscinetto, e gli otto cancelli di chiusura di altrettanti varchi, saranno gradualmente smantellati, 13 dicembre 2017. ANSA/CLAUDIO LONGO

 La Procura di Lecce sta indagando sulla realizzazione del gasdotto Tap a Melendugno, con una ipotesi di inquinamento delle acque vicino al cantiere di San Basilio.

 

L’ipotesi che la Procura ha chiesto ai carabinieri di verificare è che il cantiere non sia stato ben impermeabilizzato e ciò abbia determinato la perdita di sostanze pericolose nel terreno e nella falda. In particolare, si ipotizza che il colpevole dell’inquinamento sia il cemento utilizzato per costruire il pozzo di spinta, nel quale saranno calati sofisticati macchinari per costruire il microtunnel verso il mare. Durante i prelievi effettuati da Arpa su delega della magistratura (l’ultimo dei quali il 4 ottobre) sono stati presi campioni di acqua ma anche di cemento. Gli accertamenti partirono dopo che, lo scorso luglio, il sindaco di Melendugno, Marco Potì, vietò di estrarre acqua da pozzi in una vasta area a ridosso di San Basilio, a causa della presenza di alcune sostanze, tra cui arsenico e manganese, oltre i limiti consentiti.

ansa

redazione

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