Lettera del Direttore di Ventiperquattro: i maltrattamenti nell’asilo Montessori di Capurso

0
1220

Cari lettori,

ritengo di dover intervenire con questa lettera per riflettere ancora su quanto accaduto nell’asilo Montessori di Capurso, lasciando agli inquirenti il compito di accertare eventuali responsabilità.

Giungono in redazione diverse testimonianze e diverse segnalazioni. Abbiamo cercato in questi giorni di dare spazio a tutti,  per dovere di informazione e  nel rispetto dei bambini e delle famiglie coinvolte nella triste vicenda.

In qualità di direttore di Ventiperquattro,  ma soprattutto nel mio ruolo di docente di scuole pubbliche da oltre 20 anni,  ritengo di dover dare il mio modesto contributo.   La scuola è un luogo straordinario per la formazione dei nostri figli, un luogo complesso dove spesso come docenti raccogliamo i  disagi quotidiani di tante famiglie. Un compito non facile  che richiede tanta professionalità e pazienza, oltre ad “un cuore aperto”  che sappia amare. I metodi educativi delle maestre sono piuttosto discutibili e saranno minuziosamente valutati all’interno di un processo che avrà luogo. Quanto alle responsabilità saranno accertate, a partire da quelle del Dirigente Scolastico e di  coloro che potevano sapere e hanno taciuto. In alcuni contesti scolastici, non mi riferisco a quello capursese in particolare, può capitare di essere omertosi in certe situazioni meno gravi,  nel tentativo di mantenere alto il buon nome della scuola e di evitare riduzioni nelle iscrizioni.

Di ieri l’interrogazione protocollata della consigliere Rossana Rignani che chiede chiarimenti  all’amministrazione comunale.  La necessità di un intervento da parte dei Servizi Sociali e del Consultorio,  come sollevato dalla Rignani,  pone all’attenzione un obiettivo primario e fondamentale:  la tutela dei bambini, il superamento del trauma e il ripristino di condizioni di serenità.

Le ipotesi di  maltrattamenti sui bambini sono state accertate e provate in seguito,  solo con telecamere nascoste. Il che significa che eventuali reati si sono consumati all’interno dello spazio-classe dove l’insegnante svolge la sua attività e quasi sempre “ a porte chiuse”.

E’ pur vero che nell’asilo Montessori ci sono maestre capaci e brave che lavorano con dedizione e sono apprezzate da tante famiglie, come è stato possibile dimostrare dalle testimonianze raccolte.

Prof. Antonio Carbonara

direttore/giornalista pubblicista

docente di religione cattolica scuole pubbliche

Antonio Carbonara

 

LASCIA UN COMMENTO