“Eternal Love” – nuovo disco del sassofonista barese Roberto Ottaviano (Dodicilune / Ird)

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Prosegue la collaborazione tra l’etichetta discografica salentina Dodicilune, guidata da Gabriele Rampino e Maurizio Bizzochetti, e il sassofonista barese Roberto Ottaviano. Lunedì 15 ottobre, distribuito in Italia e all’estero da Ird e nei migliori store online da Believe Digital, con il sostegno di Puglia Sounds Record 2018, esce “Eternal Love“. Il disco – che si apre con la tradizione africana di Uhuru – propone due brani originali di Ottaviano (“Questionable 2” ed “Eternal Love”) e le reinterpretazioni di sei pezzi di Abdullah Ibrahim (“African Marketplace”), Charlie Haden (“Chariman Mao”), Dewey Redman (“Mushi Mushi”), Elton Dea (“Oasis”), John Coltrane (“Your Lady”) e Don Cherry (“Until the rain comes”). Il compositore e sassofonista è affiancato da Marco Colonna (clarinetto e clarinetto basso), Alexander Hawkins (piano, rhodes, hammond), Giovanni Maier (contrabbasso) e Zeno De Rossi (batteria).

 

«Quando Françis Bebey, musicista, scrittore e giornalista camerunense, che ho avuto la fortuna e l’onore di conoscere, agitava la sua Mbira lasciando risuonare al suo interno dei frammenti di ossa come dei sonagli, amava dire che quello è il suono dei morti che non sono morti, nel senso che non ci abbandonano ma anzi ci guidano nel peregrinaggio della nostra esistenza. Nella cosmogonia Africana questo è l’Eternal Love», sottolinea Ottaviano. «Come in una preghiera o una evocazione, il suono di questo gruppo come quello della Mbira di Francis, richiama ad una presenza tangibile tutta la bellezza fiera e battagliera della madre terra e delle sue migliori anime per celebrare in questi tempi difficili, la speranza e la voglia di riscatto del genere umano. È la prima volta che sento il bisogno di un “bagno mistico” in cui il Jazz si fa infine Musica Totale, ma sopratutto travalica l’idea fine a sè stessa di fare musica, per scavare a fondo nel nostro ego e per capire se esiste un “noi” universale da cui ripartire».

Attivo sulla scena jazzistica internazionale da quasi quarant’anni, Roberto Ottaviano ha suonato e inciso con alcuni tra i più importanti musicisti americani ed europei a cavallo tra diverse generazioni: D. Gillespie, C. Baker, A. Farmer, M. Waldron, R. Workman, A. Mangelsdorff, G. Gaslini, E. Rava, S. Swallow, F. Koglmann, P. Favre, K. Wheeler, K. Tippett, K. Berger, H. Bennink, A. Andersen, T. Gurtu,  H. Drake, e tantissimi altri. Oltre che dirigere proprie formazioni, tra cui Astrolabio con G. Trovesi, G. Ferris e M. Godard, il QuarkTet con A. Hawkins, M. Formanek e G. Hemingway, ed il Trio Griòts con G. Maier e Z. De Rossi, suona con la Minafric Orchestra e con Canto General di Pino Minafra. Si esibisce in Germania, Austria, Svizzera, Belgio, Francia, Danimarca, Norvegia, Inghilterra, Spagna, Portogallo, Yugoslavia, Albania, Romania, Russia, India, Giappone, Messico, Tailandia, Marocco, Algeria, Costa d’Avorio, Senegal, Cameroun, Stati Uniti, Canada, ed ha inciso per Red, Splasc(h), Soul Note, Dodicilune, Hat Art, Intakt, ECM, DIW ed Ogun. Come didatta ha fondato il corso Musica Jazz nel Conservatorio della sua città e di cui ne è coordinatore da quasi 30 anni. Il precedente disco, sempre prodotto da Dodicilune, Sideralis è stato il disco dell’anno per Top Jazz 2017, referendum indetto dalla rivista Musica Jazz.

Eternal love è sostenuto da Puglia Sounds Record 2018 (Regione Puglia – Fsc 2014/2020 – Patto per la Puglia – Investiamo nel vostro futuro).

L’etichetta Dodicilune è attiva dal 1996. Dispone di un catalogo di oltre 240 produzioni di artisti italiani e stranieri ed è distribuita in Itali a e all’estero da IRD in circa 400 punti vendita tra negozi di dischi e store. I dischi Dodicilune possono essere acquistati anche online, ascoltati e scaricati su una cinquantina tra le maggiori piattaforme del mondo.

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