Massimo Verdastro firma il “Sogno” di Shakespeare, in scena a Mola di Bari

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«Il desiderio? Shakespeare ci ha fatto vedere quanto sia sovversivo». Parola di Massimo Verdastro, che rilegge con la sua nota sensibilità registica il «Sogno di una notte di mezza estate», nuova produzione della Compagnia Diaghilev al debutto mercoledì 10 ottobre quale anteprima della Stagione 2018-2019 della Compagnia Diaghilev al Teatro van Westerhout di Mola di Bari (repliche sino al 4 novembre, feriali ore 21, festivi ore 20). Interpretato dallo stesso Verdastro accanto ad Elisabetta Aloia, Antonella Carone, Altea Chionna, Marco Cusani, Carlo D’Ursi, Francesco Lamacchia, Loris Leoci, Tony Marzolla e Serena Palmisano sulle scene di Pier Paolo Bisleri, che è anche autore dei costumi (le luci sono di Marcello D’Agostino, le musiche a cura di Marco Ortolani), il «Sogno» completa una trilogia sul tema del desiderio che Verdastro e Diaghilev avevano iniziato proprio con Shakespeare («La dodicesima notte») e proseguito con Petronio («Satyricon»).

 

Lo spettacolo è il primo dei trenta titoli del cartellone, che prevede oltre centoventi rappresentazioni con la presenza di alcuni grandi protagonisti della scena teatrale italiana, da Isa Danieli e Marina Confalone ai Virtuosi di San Martino, la presentazione di nuove produzioni e la realizzazione di alcune importanti collaborazioni con Time Zones e il Tric Teatri di Bari. Nelle prossime settimane verrà resa nota l’intera Stagione 2018-2019, un disegno programmatico che impiega il lavoro del teatro come leva per innescare processi di sviluppo e valorizzazione del territorio nel solco tracciato per il progetto triennale «Le vie del Sud» riconosciuto dalla Regione Puglia nell’ambito del Fondo di Sviluppo e Coesione 2014/2020 – “Patto per la Puglia” e realizzato in collaborazione con Comune di Mola di Bari Assessorato alla Cultura e Ministero dei Beni e delle Attività Culturali. In questo quadro, all’interno del quale sono previsti rimandi alla classicità utilizzata come specchio per la ricerca e i linguaggi contemporanei, si inserisce la produzione del «Sogno» scespiriano firmato per Diaghilev da Massimo Verdastro, il Premio Ubu e Premio Eti Olimpici del Teatro che si è contraddistinto per una carriera caratterizzata dalla scoperta, interpretazione e direzione delle nuove drammaturgie, oltre che da una serie di collaborazioni illustri, da Peter Stein a Luca Ronconi, prima delle esperienze con i Magazzini di Lombardi-Tiezzi, la Compagnia Krypton di Giancarlo Cauteruccio e l’istituzione della compagnia Verdastro-Della Monica.

I giovani protagonisti del «Sogno», transfughi dalla corte, nel bosco abitato da inquietanti creature governate da Oberon e Titania, re e regina degli elfi e delle fate, scopriranno aspetti sconosciuti e profondi del loro sentire. Gli istinti primordiali e le pulsioni erotiche si manifesteranno senza controllo a causa dei prodigi magici messi in atto da Oberon, sorta di gran burattinaio-regista-demiurgo. Nella rilettura dell’opera viene in particolar modo evidenziata la natura “sovversiva” del desiderio, in quanto insopprimibile istinto vitale capace di far compiere azioni civilmente e moralmente inaccettabili. E, pertanto, il desiderio va tenuto costantemente sotto controllo e, possibilmente, separato dalla quotidiana esistenza, sia fisicamente che simbolicamente. Per questo lo svolgimento dell’azione teatrale avviene in due luoghi ben distinti, come la città e il bosco, separazione che invita a distinguere ciò che è stato solo un sogno dal ritorno alla realtà.

Per informazioni e prenotazioni tel. 3331260425 – 3471788446.

redazione

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