Lacrime e Borsa. Nota sui fatti di Genova (di Gennaro Annoscia)

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La rimozione delle macerie dopo il crollo del ponte Morandi, Genova, in una foto diffusa il 15 agosto 2018. ANSA/ MINISTERO DEI TRASPORTI +++ ANSA PROVIDES ACCESS TO THIS HANDOUT PHOTO TO BE USED SOLELY TO ILLUSTRATE NEWS REPORTING OR COMMENTARY ON THE FACTS OR EVENTS DEPICTED IN THIS IMAGE; NO ARCHIVING; NO LICENSING +++

A chi imputare la strage di innocenti automobilisti determinata dal crollo della Torre Ovest e di due campate del ponte di Genova, avvenuto alle 11,50 del 14 agosto 2018? A chi lo sgombero di centinaia di abitanti dei caseggiati nei pressi del ponte?

 

Sicuramente esistono e andranno accertate e sanzionate le responsabilità individuali e quelle della società Atlantia (controllata dalla famiglia Benetton).

Un dato di fatto è il degrado generale di molte opere pubbliche e infrastrutture, come emblematico l’affidamento dei monitoraggi al gestore dell’infrastruttura, anziché ad un’autorità centrale esterna.

Eppure c’era chi sosteneva che il privato fosse più efficiente e conveniente, per i cittadini, a confronto del pubblico!

E il nuovo governo? Da un lato promette la revoca della concessione ai Benetton, dall’altro assicura nuove privatizzazioni, per pagare il debito alle banche e detassare i profitti.

La verità è che questo governo, così come quelli che lo hanno preceduto, inclusi quelli di centro-sinistra, a cui partecipavano anche Rifondazione e Comunisti Italiani, stanno lì, semplicemente, ad amministrare il gioco dettato dalle regole del profitto.

Mentre si piangono i morti, il gruppo Atlantia, in una nota ufficiale del 16 agosto, nell’attesa che si chiariscano i fatti, esprime la sua preoccupazione per le ricadute negative in Borsa del titolo, a seguito dell’ipotesi di ritiro delle concessioni, curandosi della “tutela dei propri azionisti e obbligazionisti con una corretta e tempestiva informazione al mercato”.

Gennaro Annoscia

 

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