“E se diventi farfalla”: presentato a Bari il progetto contro il disagio e le povertà educative minorili

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È stato presentato questa mattina, a Palazzo di Città, il progetto “E se diventi farfalla”, finalizzato a contrastare il disagio e le povertà educative per 140.000 bambini di età compresa tra 0 e 6 anni.

 

 

 

Selezionato dall’impresa sociale “Con i Bambini” nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, il progetto sperimenta in 9 regioni italiane (Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Piemonte, Puglia, Sicilia, Veneto, Basilicata, Toscana) la creatività come risorsa per combattere la povertà. Il progetto, iniziato nel dicembre del 2017, avrà la durata di 4 anni.

“Ad affrontare positivamente le avversità della vita – ha dichiarato Alessandra Falconi, della cooperativa sociale Zaffiria, capofila del progetto – si comincia da piccoli con creatività e con metodi didattici adeguati che sviluppino talenti e creino opportunità”.

In Italia sono tante le famiglie che hanno come unico sostegno alla genitorialità le scuole di infanzia e non tutti i territori rispondono allo stesso modo alle esigenze di socialità e di inclusione. Esistono infatti contesti spesso complessi dove occorrono interventi specifici: aumentare l’accessibilità alle offerte culturali-educative; rinforzare la qualità formativa ed educativa di scuole dell’infanzia e nidi trasformandole da scuole “ghetto” a scuole innovatrici; riqualificare spazi urbani accelerandone la riappropriazione dei cittadini; formare operatori, potenziare le strutture sui vari territori.

“La povertà educativa oggi – ha affermato Carlo Borgomeo, presidente dell’impresa sociale Con i Bambini – rappresenta l’altra faccia di quella economica, le due alimentano una condizione di impossibilità di accesso di bambini e ragazzi a tutti gli strumenti che possono favorire la loro crescita. Ci sono territori del nostro Paese, periferie che spesso stanno anche al centro delle città, dove crescere, accedere anche al semplice campetto di calcio è impossibile. Sono bambini già adulti, cresciuti troppo in fretta. Il Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, vuole rappresentare una risposta mirata alla condizione di disagio in cui versano bambini e ragazzi.  Con i Bambini, il soggetto attuatore del Fondo, interamente partecipato da Fondazione Con il Sud, in meno di due anni ha promosso 3 bandi (uno ancora in fase di valutazione) interessando circa 20.000 organizzazioni tra terzo settore, istituti scolastici ed enti pubblici, 166 progetti approvati e 240.000 minori interessati, oltre 135,5 milioni di euro erogati, complessivamente 360 milioni di euro per tre anni per sostenere interventi sperimentali e di comunità grazie al Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, uno strumento fondamentale per cercare di porre un limite a questo fenomeno e garantire un futuro a bambini e ragazzi”.

“Ringrazio Carlo Borgomeo, presidente di Con i Bambini, e lo faccio da amministratrice di una città del sud, da assessora al Welfare e da operatrice sociale – ha commentato Francesca Bottalico -, per aver investito in questa nuova sfida educativa in continuità con il grande lavoro svolto in questi anni in rete con amministrazioni, privato sociale e volontariato, che consentito di attivare processi virtuosi di sviluppo del capitale umano a partire proprio dal Mezzogiorno e dalla valorizzazione delle reti territoriali realizzando esperienze significative di welfare di comunità. “E se diventi farfalla” rappresenta una nuova sfida non solo perché si tratta di un progetto ambizioso per la metodologia adottata, il numero e l’entità delle realtà istituzionali e territoriali coinvolte, ma anche perché è portatore di un obiettivo educativo forte e radicale in un momento storico e sociale segnato ancora da gravi criticità legate in particolare alle povertà educative e relazionali. Per la città di Bari si tratta di un’opportunità per consolidare il lavoro di rete e la mission  portata avanti in questi ultimi anni sul tema della prima infanzia, del contrasto alle povertà educative,  del sostegno alla genitorialità e alle famiglie, condiviso con i soggetti pubblici e privati e concretizzato nella creazione di nuovi spazi come i due Centri ludici per la prima infanzia pubblici, la Casa delle bambine e dei bambini, la Biblioteca dei ragazzi/e, tutti accomunati dall’obiettivo di sostenere i più piccoli nei loro bisogni primari e avviarli ad un percorso di crescita culturale che offra loro opportunità concrete per emanciparsi dal disagio”.

“E se diventi farfalla”, titolo che prende in prestito un evocativo verso della poetessa Alda Merini, vuole quindi potenziare, attraverso il coinvolgimento dei diversi attori del territorio e attraverso collaborazioni pubblico- private, le attuali scuole dell’infanzia, aprendo le nuove attività creative a tutte le famiglie interessate, ma soprattutto alle famiglie più fragili, compresi i nuclei familiari stranieri, per offrire ai propri figli occasioni importanti e di qualità per crescere dal punto di vista culturale e  per sviluppare i propri talenti, condividere storie e sentirsi accolti, confrontarsi con le esperienze degli altri, con meno giudizi e pregiudizi che in altri momenti della vita: la fascia da 0 a 6 anni coinvolge la genitorialità in modo profondo. I bambini presenti nei territori di intervento sono più di 140.000.

Il progetto coinvolge i servizi educativi e li rende protagonisti con la co-progettazione, la condivisione della formazione, la sperimentazione didattica: le scuole, i centri 0-3 anni, le ludoteche, diventano sede di attività per il quartiere e il territorio, realizzano laboratori per bambini potenziandone la creatività e il pensiero progettuale, aprono le porte alle famiglie e ai genitori, sono sedi di mostre e installazioni, aperte al pubblico di cittadini e al dialogo con le arti per attivare processi di cambiamento sia sull’immaginario generale sia sul successo formativo di bambini e bambine.

Un modo per creare occasioni di scambio e confronto capaci di attraversare diversità culturali, linguistiche e di provenienza geografica, favorendo così percorsi inclusivi che superino la frammentazione dell’attuale sistema educativo.

Il progetto prevede di rendere le scuole al territorio punto di riferimento per le famiglie anche in orario extrascolastico: con orari di apertura stabili, le ludoteche, i centri per l’infanzia, le biblioteche, le pinacoteche e i musei del luogo potenziano la loro programmazione rivolta sia ai bambini sia alle famiglie. I genitori accedono in modo gratuito a opportunità culturali ed educative mirate, sperimentano modalità di relazione educativa fondata su metodi pedagogicamente rilevanti, partecipano a iniziative pubbliche (un’installazione, materiali gioco, mostre gioco…).

Oltre ad essere beneficiari, sono quindi co-progettisti delle attività e dei manufatti del progetto grazie a una strategia di lavoro cooperativo denominata “comunità di pratiche”: gli operatori/educatori sono facili-tatori, mediatori di specifiche conoscenze e competenze, come quelle per lo sviluppo e potenziamento della creatività.

Il Fondo

“Il progetto è stato selezionato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Il Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile nasce da un’intesa tra le Fondazioni di origine bancaria rappresentate da Acri, il Forum Nazionale del Terzo Settore e il Governo. Sostiene interventi finalizzati a rimuovere gli ostacoli di natura economica, sociale e culturale che impediscono la piena fruizione dei processi educativi da parte dei minori. Per attuare i programmi del Fondo, a giugno 2016 è nata l’impresa sociale “Con i Bambini”, organizzazione senza scopo di lucro interamente partecipata dalla Fondazione CON IL SUD  www.conibambini.org

 

I partner

Il progetto nasce dalle esperienze pregresse di capofila e partner: “Zaffiria”, a Rimini, gestisce una ludoteca con installazioni per bambini nate dal lavoro di artisti, designer, genitori, nonni, insegnanti; alcune sue sperimentazioni sono alla base di progetti europei in corso; “La Collina”, a Trieste, si occupa di rigenerazione urbana a partire dall’attivazione di processi creativi e di crowdfounding; “Binaria”, a Torino, nasce dal Gruppo Abele; “Pinac”, a Brescia, è la prima esperienza italiana di galleria d’arte per bambini attenta all’espressività delle fasce più fragili; il Comune di Mantova ha attivato la sperimentazione Playground e collabora con l’associazione “Segni d’infanzia”; COSPE onlus, a Firenze, sperimenta le potenzialità della creatività nei contesti multiculturali così come “La Piccola Officina” a Palermo. “Progetto Città” (Bari) e “Cresciamo Insieme” (Brindisi) hanno sperimentato in Puglia servizi innovativi a livello culturale ed educativo con un costante lavoro di rete; “Azione e Solidarietà”, a Mazara del Vallo, lavora con il Metodo Bruno Munari. Sono coinvolte le scuole di Rimini, Policoro di Matera e Paularo Arta Terme (Udine). A Codogné (TV) è la Biblioteca Comunale il cuore della sperimentazione.

Ufficio stampa Comune di Bari

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