1° Maggio a Taranto tra musica e testimonianze: in tanti nel parco archeologico delle Mura Greche

0
698

Un 1° Maggio  a Taranto tra musica e testimonianze e nel nome del lavoro. In tanti ieri hanno occupato il parco archeologico delle Mura Greche, nessun imprevisto per l’ottima organizzazione del Comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti promotore dell’evento. Direttori artistici Michele Riondino, Roy Paci e Diodato. A condurre Valentina Petrini, Valentina Correani, Andrea Rivera e Martina Dell’Ombra.

           

Una giornata calda  e con rigidi controlli nei diversi ingressi. Il 1° Maggio a Taranto è stato sicuramente apprezzato per lo spessore degli interventi.  Il tema cruciale è stato il lavoro, con un forte richiamo alla difficile realtà dell’Ilva e dell’inquinamento dell’ambiente.  Tra gli ospiti  Marco Travaglio che ha ricordato il periodo buio degli attentati in Italia e la morte di tanti rappresentanti dello Stato.

Diversi gli artisti che si sono gratuitamente esibiti sul palco: Destinazione, Luca De Gennaro, Modena City Ramblers, Fico Guido, Francesco Di Bella,  Med Free Orchestra, Terraross, Colapesce, Piotta, Mezzonsangue, Mama MarJas & Don Ciccio, Ghemon, Teresa De Sio, Noemi, Irene Grandi, Emma Marrone, Vinicio Capossela, Brunori SAS, Levante, Bud Spencer Blue Ex, Lacuna Coil, Meganoidi, Comacose, Frenetik&Orang3.

L’Uno Maggio Libero e Pensante  è iniziato al mattino con il tradizionale dibattito che ha illustrato il documento politico della manifestazione, basato quest’anno sulle linee guida dell’accordo di programma finalizzato alla chiusura dell’Ilva, bonifica e riconversione del territorio.

Tra le testimonianze quelle della mamme del rione a ridosso dell’Ilva, riunite nel movimento “Tamburi combattenti e che hanno esposto uno striscione con la scritta “I figli dei Tamburi chiedono giustizia”. Le mamme hanno testimoniato le preoccupazioni per la salute dei propri figli e in generale di tutti i tarantini a causa delle emissioni inquinanti del Siderurgico, specie durante i Wind days, i giorni di forte vento proveniente da nord ovest che trascina sul quartiere le polveri minerali dell’Ilva e costringe gli abitanti ad adottare particolari precauzioni.

Nonostante tutto – ha gridato sul palco Celeste Fortunato, portavoce del movimento Tamburi Combattenti – noi oggi siamo qui. Noi non possiamo portare i nostri figli nei parchi a giocare perché i terreni sono contaminati, noi non possiamo stendere il bucato se prima non puliamo i balconi” “Le nostre case – ha continuato – facciamo fatica a tenerle pulite e sono state svendute e svalutate. D’estate, quando è indispensabile tenere le finestre aperte, i piedini dei nostri figli diventano neri e d’inverno, quando le finestre sono chiuse, le polveri e i fumi, s’insinuano ugualmente, ci bruciano gola e polmoni e abbiamo una costante paura di ammalarci”.

Per questioni di sicurezza la capienza massima dell’area recintata è stata  di 50mila presenze. Un successo per un evento che si è fatto ‘sentire’ in tutta Italia, ancora di più per la delicata situazione della città.

Antonio Carbonara

LASCIA UN COMMENTO