Un operaio di Taranto morì per amianto nel 2012, il Tribunale risarcisce gli eredi

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Alcuni minatori francesi in maschera solidarizzano con i manifestanti e familiari delle vittime dell'amianto dei quattro stabilimenti italiani della multinazionale Eternit, prima dell'ingresso in Corte di Cassazione per assistere all'udienza in Aula Magna del maxi-processo per la morte di circa due mila persone uccise dall'amianto, soprattutto in Piemonte, ma anche in Emilia-Romagna e in Campania, Roma, 19 novembre 2014. ANSA / RICCARDO ANTIMIANI

Il Tribunale di Taranto ha riconosciuto agli eredi di un operaio dell’Arsenale militare, equiparato a Vittima del Dovere, un risarcimento di 200.000 euro ed una pensione mensile di 1600 euro.

 

Lo rende noto ‘Contramianto onlus’, che ha fornito assistenza legale alla famiglia dell’uomo, dipendente civile motorista, morto per asbestosi nel 2012. “Nessun indennizzo – sottolinea Luciano Carleo, presidente dell’associazione – potrà riportare in vita il loro caro ma il riconoscimento dà giustizia a quel decesso affermando il legame tra amianto, lavorazioni in Marina Militare ed insorgenza dell’asbestosi che ha portato alla morte il lavoratore, assunto come allievo operaio dell’Arsenale militare Taranto nel primo dopoguerra e pensionato dopo quarant’anni di carriera come operaio motorista meccanico specializzato”.

ansa

redazione

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