Anima Mea 2017: “Kind of Satie” con Andrea e Paolo Pandolfo – Lunedì 23 ottobre (Molfetta) e martedì 24 ottobre (Bari)

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S’intitola “Kind of Satie” il progetto discografico ideato, nel 150esimo anniversario della nascita del grande compositore francese, dai fratelli Pandolfo, Andrea (tromba e flicorno) e Paolo (viola da gamba), con Michelangelo Rinaldi (fisarmonica, pianoforte e piano giocattolo). Progetto che il festival Anima Mea diretto da Gioacchino De Padova nella Rete di musica d’arte Orfeo Futuro presenta lunedì 23 ottobre (ore 20.30) nell’auditorium Diocesano Salvucci di Molfetta e martedì 24 ottobre (ore 20.30) nella Sala Consiliare della Città Metropolitana di Bari.

Andrea e Paolo Pandolfo hanno incontrato le surreali e graffianti indicazioni di espressione di Erik Satie raccolte e tradotte in Italiano da Ornella Volta ne “I quaderni di un mammifero” (Adelphi, 1980). E il brano “Impassibile Infiammato”, che racconta queste espressioni in musica, è diventato il baricentro poetico dal quale, per cerchi concentrici, tutti gli altri brani sono stati illuminati. Il progetto è, dunque, un viaggio nella poetica di Satie, trasfigurata attraverso la sensibilità di questi musicisti con molti anni di sperimentazione alle spalle dentro sonorità nient’affatto consuete e mainstream.  “Kind of Satie” è, infatti, composto da brani originali, musica (e parole) di Satie, libera improvvisazione e brevi incursioni nel repertorio  barocco per viola da gamba.

“Le Trois sonneries de la Rose+Croix” (1892) e “Sports et Divertissements” (1914), composti da Satie in un arco temporale che va tra la fin de siècle e l’inizio della Prima Guerra Mondiale, sono la matrice delle creazioni originali dei fratelli Pandolfo e, più in generale, fonte di ispirazione per la costruzione della forma e del contenuto della loro invenzione artistica. Le due opere – che a volte compaiono esplicitamente, altre solo come pura evocazione concettuale – costituiscono due polarità opposte, ricche di stimoli compositivi:  il respiro ampio e ricco di suggestioni esoteriche del primo, la brevità fulminante e la potente inventiva senza condizionamenti di linguaggio del secondo. Ma i due brani scandiscono anche una polarità storico-temporale che, traslata di un secolo, è piena di assonanze e rimandi alla vita degli uomini di oggi che, come Satie, sono passati dalla giovinezza ambiziosa al disincanto di un età adulta segnata da un mondo nuovamente in pezzi, esattamente un secolo dopo. Quanto di attuale c’è, infatti, in “Sports et Divertissements”, racconto della “spensieratezza imbelle” della bella e buona borghesia francese a poche settimane dell’inizio della Prima Guerra Mondiale. E quanto di attuale e condivisibile per tutti i musicisti c’è nella rottura militante di Erik Satie delle convenzioni musicali, spesso così svuotate di senso nella sua epoca e nella nostra.

Dal punto di vista formale “Le Trois sonneries de la Rose+Croix” e “Sports et Divertissements” rappresentano il fil rouge che annoda e integra tra loro i brani composti dai fratelli Pandolfo, la musica per viola da gamba di Marin Marais e, non ultimo,  “l’universo delle parole” che Satie amava annotare come sottotesto o come bizzarre annotazioni di espressione nelle partiture dei suoi brani, sempre solo ad esclusivo uso degli interpreti. Nel lavoro dei due musicisti, invece, le parole vengono rivelate, diventando parte integrante del mosaico sonoro attraverso un suono mai prima udito, sorprendente per capacità di suggestione e trasparenza, realizzato tramite l’incontro della viola da gamba elettroacustica con la tromba moderna e il flicorno, la fisarmonica, il pianoforte e il piano giocattolo. Per arrivare, “In Avec un grand oubli du présent”, ad una scrittura musicale che dai toni più intimi passa alle evocazioni  orchestrali, dal minimalismo all’improvvisazione libera, dal contrappunto in stile rinascimentale all’uso dell’elettronica da cui si materializzano con delicatezza sonorità rock-jazz.

Info www.animamea.it.

redazione

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