Assolto l’ex sindaco di Gioia del Colle per tangente, per il Gup di Bari non ci fu corruzione

0
685
Ruota attorno al progetto per la costruzione degli alloggi popolari l'indagine della Guardia di finanza che stamani ha portato all'arresto del sindaco di centrosinistra di Gioia del Colle, Sergio Povia, dell'ex vicesindaco Francesco Paolo Valentini, di tre dipendenti comunali, di un imprenditore e di tre professionisti. Nell'indagine vengono contestati, a vario titolo, i reati di corruzione, turbativa d'asta e turbata libertà del procedimento di scelta del contraente. Gioia del Colle (Bari), 5 febbraio 2015. ANSA/UFFICIO STAMPA GDF

Il gup del Tribunale di Bari Alessandra Susca ha assolto “perché il fatto non sussiste” tutti gli imputati, fra i quali l’ex sindaco di Gioia del Colle, Sergio Povia, accusati nell’inchiesta su una presunta tangente da centomila euro pagata da un imprenditore locale per aggiudicarsi la gara per la realizzazione di alloggi popolari.

Agli imputati, che nel febbraio 2015 furono anche arrestati, il pm Claudio Pinto contestava, a vario titolo, i reati di corruzione e turbata libertà degli incanti. Oltre all’ex sindaco Povia, sono stati assolti anche il responsabile dell’ufficio tecnico comunale Rocco Plantamura, i commercialisti Antonio Martielli e Nicola Bruno, la dipendente dell’ufficio urbanistico Rosa Sedora Celiberti. Il giudice ha inoltre dichiarato il non luogo a procedere per gli altri due imputati che non avevano chiesto riti alternativi, il responsabile dell’ufficio urbanistica comunale Nicola Laruccia e l’architetto salernitano Nicola Manzo.

ansa

redazione

LASCIA UN COMMENTO