Al Giovanni Paisiello Festival protagonista il mandolino napoletano, venerdì il prossimo appuntamento

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Un concerto contro i cliché. Perché a differenza del più classico dei luoghi comuni, con pizza e spaghetti c’entra molto poco il mandolino, strumento che all’epoca di Paisiello connotava un raffinato spazio culturale, peraltro di pertinenza delle donne, al contrario di quanto si possa immaginare. E non a caso è una donna, Chiara Lijoi, accompagnata al clavicembalo da Iason Marmaras, la protagonista dell’appuntamento in programma per il Giovanni Paisiello Festival diretto da Lorenzo Mattei, venerdì 15 settembre, al Mudi di Taranto (ore 21), dove i riflettori si accenderanno su una musica da camera, tutta italiana, da riscoprire nella sua squisita eleganza.

Il programma della serata prevede musiche del Settecento napoletano di Domenico Scarlatti, Anonimo,  Emanuele Barbella, Giovanni Battista Gervasio, Bartolomeo Bortolazzi e, naturalmente, Giovanni Paisiello, che visse nella capitale del regno dove per strade e vicoli, strumenti a pizzico  (calascioni, calascioncini, mandolini), accompagnati spesso da un violino, tessevano armonie inconfondibili. La suggestione di questo paesaggio sonoro affascinò anche il mondo della musica colta e, in particolare, per il mandolino fiorì, in quel periodo, una letteratura dedicata sulla quale questo concerto pone l’accento.

Per esempio, anche le Sonate K81 e K89 di Scarlatti che aprono la serata possiedono una scrittura vicina a quella dello strumento a “pizzico”, mentre risultano di Anonimo le Variazioni sulla follia per mandolino e basso continuo che seguono nel programma. Si ascolterà, ancora, la Sonata in re maggiore per mandolino e basso continuo composta da Emanuele Barbella, primo violino del Teatro Nuovo di Napoli, membro della Cappella Reale e più tardi orchestrale del Teatro San Carlo. Contemporaneo di Barbella fu Giovanni Battista Gervasio, virtuoso del mandolino del quale verrà eseguita la Sonata in do maggiore per mandolino e basso continuo. Ma fu Paisiello a far comparire il caratteristico strumento a corde nell’opera, «L’Osteria di Marechiaro», nel 1763. E proprio al compositore tarantino è dedicata tutta la testante parte del concerto con le Variazioni sul tema op. 8 di Bartolomeo Bortolazzi sull’aria “Nel cor più non mi sento da «La Molinara» e, ancora, con “Quanno venne lo nennillo” da «L’Osteria di Marechiaro» e “Saper bramate” da «Il Barbiere di Siviglia».

Il festival, organizzato dagli Amici della Musica «Arcangelo Speranza», gode del sostegno di Mibac, Regione Puglia, Comune di Taranto, Puglia Promozione e Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio e di alcune eccellenze imprenditoriali nazionali e territoriali, Conad, Programma Sviluppo, Caffè Ninfole e Basile Petroli, BCC di San Marzano di San Giuseppe e Confindustria Taranto.

Info e prevendite 099.730.39.72 e www.giovannipaisiellofestival.it.

redazione

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