Comune ‘acquista’ villaggio neolitico

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(ANSA) ? MODUGNO (BARI), 13 In vendita Villaggio Neolitico, il Comune lo ?acquista? A Modugno giunta usa prelazione e acquisisce bene altissimo valore LUG - Stava per essere venduto per soli 10.000 euro un fondo di proprietà privata nel quale si trova un insediamento antichissimo, un villaggio neolitico risalente al VI-V millennio a.C., ma il Comune di Modugno, per la prima volta dalla scoperta dell?esistenza dell?insediamento, ha esercitato il diritto di prelazione previsto dal Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio e ne è divenuto proprietario. E? avvenuto per iniziativa dell?amministrazione guidata dal sindaco Nicola Magrone, per il quale ?è certamente interesse della collettività che il Villaggio Neolitico entri a far parte del patrimonio pubblico perché solo dal 'pubblico' possono giungere garanzie sull'integrità del bene, sulla sua valorizzazione, sulla sua futura fruibilità pubblica e su una destinazione coerente con la sua caratterizzazione culturale (vietandone, ad esempio, ogni utilizzazione che risulti palesemente in contrasto con il valore da tutelare)?.

MODUGNO (BARI), 13 LUG – Stava per essere venduto per soli 10.000 euro un fondo di proprietà privata nel quale si trova un insediamento antichissimo, un villaggio neolitico risalente al VI-V millennio a.C., ma il Comune di Modugno, per la prima volta dalla scoperta dell’esistenza dell’insediamento, ha esercitato il diritto di prelazione previsto dal Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio e ne è divenuto proprietario.

E’ avvenuto per iniziativa dell’amministrazione guidata dal sindaco Nicola Magrone, per il quale “è certamente interesse della collettività che il Villaggio Neolitico entri a far parte del patrimonio pubblico perché solo dal ‘pubblico’ possono giungere garanzie sull’integrità del bene, sulla sua valorizzazione, sulla sua futura fruibilità pubblica e su una destinazione coerente con la sua caratterizzazione culturale”. L’esistenza del sito archeologico fu scoperta all’inizio degli anni Novanta.
Gli scavi archeologici furono diretti dalla Soprintendenza per la Puglia e condotti per una decina di anni

ansa

di Antonio Carbonara

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