Bari: “Città per camminare e della salute, presentati oggi il progetto e la app per promuovere il movimento e il benessere fisico delle persone affette da diabete

0
729

È stata presentata questa mattina, a Palazzo di Città, la “Città per camminare e della salute”, l’iniziativa promossa dall’Asd “Scuola del Cammino”, presieduta dal campione olimpico di marcia Maurizio Damilano, e realizzata con il supporto della multinazionale Novo Nordisk nell’ambito del programma internazionale “Cities Changing Diabetes” e con il patrocinio del Ministero della Salute, dell’ANCI, del CONI e della FIDAL – Federazione Italiana di Atletica Leggera, al fine di promuovere la cultura del movimento fisico, in particolare per le persone affette da diabete, coniugandola all’interesse storico, artistico e paesaggistico dei contesti urbani.

Il progetto è nato per promuovere l’idea di vivere maggiormente le città a piedi e per favorire uno sviluppo del turismo-attivo, della tutela dell’ambiente, dell’attenzione alle politiche di mobilità sostenibile, incidendo sugli stili di vita delle persone in funzione di un miglioramento della salute, della conoscenza della patologia, dell’aumento dell’attività fisica e di una maggiore sinergia tra cittadini e amministrazioni.

I dettagli del progetto sono stati illustrati dall’assessore allo Sport Pietro Petruzzelli, dal responsabile Cities Changing Diabetes Italia Federico Serra, dal direttore del dipartimento Emergenze e trapianti di organi dell’Università di Bari Francesco Giorgino, dal senatore e presidente dell’ordine dei farmacisti di Bari e BAT Luigi D’Ambrosio Lettieri, dal responsabile progetti speciali FIDAL Dino Ponchio, dal presidente Fidal Puglia e vincitore della maratona di New York Giacomo Leone, dal direttore dell’area politiche per la prevenzione della Salute della Regione Puglia Giancarlo Ruscitti, dal presidente del CONI Puglia Angelo Gilberto, dal coordinatore regionale dell’associazione italiana diabetici FAND Bepi Traversa, dal vicepresidente APGD – Associazione Pugliese per aiuto al Giovane con Diabete di Bari Gianluca Venneri e dal consigliere comunale Massimo Maiorano.

“Città per camminare e della salute” è basato su un dato fondamentale: più del 50% della popolazione mondiale vive nelle città, dove quindi si rende necessario contrastare il crescente aumento del numero di persone affette da malattie croniche. Pertanto, l’epidemia di molte malattie croniche, fra cui il diabete, affonda le sue origini nella diffusione di alcuni fattori di rischio legati a stili di vita non salutari, ed è per questo che diventa importante diffondere una cultura della prevenzione che miri a sviluppare consapevolezza nelle scelte di salute delle persone. Basti pensare che il 65% delle persone con diabete vive in aree urbane, che questo numero è destinato a raggiungere il 74% nel 2040 (fenomeno definito urban diabetes) e che, invece, il diabete di tipo 2 può essere prevenuto nell’80% dei casi attraverso un corretto stile di vita, una sana alimentazione e la pratica di attività fisica.

Per questo la città diventa il luogo determinante per contrastare la crescita del diabete, e le malattie più in generale, in cui mettere in atto una strategia integrata, finalizzata a costruire un’idea di città come “promotore della salute”, attraverso un approccio multilivello che comprenda diverse iniziative. In questo scenario si colloca l’iniziativa “Città per camminare e della salute”, che propone l’individuazione di una serie di percorsi cittadini adatti a una pratica motoria semplice ma efficace per il benessere dei cittadini.

È possibile trovare i percorsi sull’omonima app, disponibile su App Store per iOS e su Google Play per Android: l’applicazione consentirà di individuare nella propria città o nella città in cui ci si trova i tragitti selezionati nell’ambito del progetto. Si può scegliere uno dei percorsi disponibili o creare il proprio percorso personalizzato. Il programma permette, inoltre, di ottenere informazioni sullo stato di forma fisica, sul consumo energetico, sul contributo alla riduzione di CO2, oltre alla possibilità di condividere l’esperienza con gli altri utenti all’interno di una community dedicata. Inoltre il percorso evidenzia numerose utilities e segnala le bellezze storiche o paesaggistiche della città di riferimento.

Per quanto riguarda Bari, sono stati attualmente individuati tre percorsi sicuri: largo 2 Giugno, lungomare Nazario Sauro e il giardino don Tonino Bello, avvallati da Maurizio Damilano con il logo Changing Diabetes ®, ma nei prossimi mesi saranno implementati con la collaborazione dell’assessorato allo Sport del Comune di Bari.

“Oggi siamo in tanti a spiegare le potenzialità di un progetto molto interessante – ha esordito Pietro Petruzzelli – che peraltro rientra nella strategia dell’amministrazione comunale: aumentare il tasso di sportivizzazione dei cittadini baresi e, in particolare, di quelli affetti da patologie metaboliche e, allo stesso tempo, occupare gli spazi pubblici con la parte più sana della società. Bari si sta caratterizzando sempre più come la città della corsa e intendiamo realizzare, soprattutto con le istituzioni sanitarie, una serie di programmi che ci consentiranno di diventare una città sempre più inclusiva. Stiamo lavorando con l’obiettivo di sostituire nel tempo le prescrizioni mediche con quelle sportive e trasformare Bari in una palestra a cielo aperto dove sia più semplice per tutti praticare sport”.

“L’attività fisica incide fortemente sullo stato di salute – ha sottolineato Luigi D’Ambrosio Lettieri – non è casuale che sia tra le priorità dell’agenda delle amministrazioni. Nelle città vi sono gravi criticità relative alla qualità della vita, dovute alla sedentarietà e allo stress cui siamo sottoposti. Anche il legislatore si è posto il problema, dato che il 37% degli italiani vivono nelle città metropolitane su cui l’anno scorso sono stati investiti oltre 500 milioni per la realizzazione di impianti sportivi. Quindi, lo sport in generale significa prevenzione, soprattutto rispetto alle patologie metaboliche. Un passo in avanti è rappresentato sicuramente dal manifesto della salute siglato tra il ministero e l’ANCI. Ora è necessario che il legislatore affronti queste tematiche in modo più organico”.

“La Regione Puglia segue con grande interesse ciò che accade a Bari – ha dichiarato Giancarlo Ruscitti – perché se si vincono sfide del genere nel capoluogo, diventa più semplice estenderle al resto delle città pugliesi. Questa iniziativa è molto significativa in quanto, oltre a promuovere l’attività fisica in una modalità più leggera e accessibile a tutti, risponde a una richiesta sociale non indifferente. Sono tanti, infatti, coloro che spesso non possono permettersi di cambiare stile di vita perché alcune delle proposte in questa direzione risultano essere troppo costose”.

“Il progetto è nato nell’assemblea ANCI che si è svolta lo scorso anno a Bari – ha spiegato Federico Serra – e noi abbiamo colto la palla al balzo. Dal cammino che intendiamo proporre forse può ripartire un nuovo concetto di salute, che riguarda tutto ciò che facciamo nel corso della giornata. Il programma prevede tre fasi: la mappatura dei fattori socio-culturali, la condivisione dei dati raccolti e l’azione. Sono già otto le grandi città del mondo che hanno aderito a Cities Changing Diabetes. Un progetto di respiro internazionale che, però, ora dovrà calarsi nei contesti locali e Bari si presta molto bene in tal senso. Stesso discorso interesserà le altre città metropolitane italiane”.

Il programma Cities Chaging Diabetes sottolinea la necessità di agire in considerazione del crescente numero di persone con diabete e del conseguente onere economico e sociale che tutto ciò comporta.

Cities Changing Diabetes nasce nel 2014 ed è un programma di partnership promosso da Novo Nordisk, con un investimento di 20 milioni di dollari, in collaborazione con University College London e Steno Diabetes Center oltre a partner nazionali che comprendono istituzioni, comunità diabetologiche/sanitarie, amministrazioni locali, mondo accademico e terso settore. L’obiettivo del programma è quello di creare un movimento unitario in grado di stimolare, a livello internazionale e nazionale, i decisori politici a considerare il tema dell’urban diabetes prioritario.

Il progetto Cities Changing Diabetes prevede tre momenti. Il primo step riguarda la mappatura dei fattori sociali e culturali: in ogni città viene promossa una ricerca qualitativa e quantitativa dalla quale emerge il livello di vulnerabilità. Il secondo è quello relativo alla condivisione dei dati sia a livello nazionale, con tutti gli attori coinvolti, sia a livello internazionale fra le varie città aderenti al programma, con l’obiettivo di identificare le similitudini e punti di contatto. L’ultima fase è dedicata all’azione con lo sviluppo di action plan e condivisione delle best practice.

Al programma Cities Changing Diabetes hanno aderito Città del Messico, Copenaghen, Houston, Shanghai e Tianjin, cinque città con una popolazione complessiva di quasi 60 milioni di persone che fotografano due realtà diverse: le città a crescita rapida delle economie emergenti e le città “più mature” delle società sviluppate. Nel 2016 anche Vancouver e Johannesburg partecipano al programma, mentre ha aderito al programma nel 2017 Roma, seconda città europea dopo Copenaghen.

di Antonio Carbonara

LASCIA UN COMMENTO