Al Teatro Giordano di Foggia la prima assoluta di Giove a Pompei

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La città di Foggia continua le celebrazioni per i 150 anni dalla nascita di Umberto Giordano: dopo il grande successo ottenuto dall’Andrea Cheniér lo scorso marzo, il Teatro Giordano di Foggia presenta Giove a Pompei (domani 5 maggio ore 21 e domenica 7 maggio ore 19,30), un’operetta rappresentata l’ultima volta nel 1921. Sul podio dell’Orchestra del Conservatorio “Umberto Giordano” di Foggia e del Coro Lirico Pugliese, saliràGianna Fratta,nominata Cavaliere della Repubblica italiana per i risultati ottenuti in campo internazionale come pianista e direttore d’orchestra. Nel cast vocale Sergio Vitale,Daniela Bruera,Aldo Caputo, Matteo D’Apolito,Angela Bonfitto,Francesco Pittari, Italo Proferisce. La regia è di Cristian Biasci.

Le celebrazioni sono organizzate dal Comune di Foggia in collaborazione con il Conservatorio “Umberto Giordano”, l’Accademia di Belle Arti, l’Università di Foggia e la Fondazione Banca del Monte di Foggia e la Fondazione “Apulia Felix”. Col sostegno di Amiu Puglia – servizi e tecnologia per l’ambiente e del Teatro Pubblico Pugliese.

La messinscena di “Giove a Pompei”, che sarà rappresentata per la prima volta in Puglia, ha l’obiettivo di valorizzare e riattualizzare proprio quegli aspetti dell’opera giordaniana che alla prima (tenutasi a Roma, Teatro La Pariola, il 5 luglio 1921) suscitarono qualche perplessità nella critica: la discontinuità e l’eterogeneità della partitura realizzata a quattro mani (con Umberto Giordano collaborò Alberto Franchetti) o le trovate anacronistiche e grottesche, di derivazione operettistica, come la biga a motore tipo sidecar di Aribobolo e Lalage, l’espresso fermo posta spedito dall’Africa a Pompei, l’eruzione del Vesuvio che diventa spettacolo di attrazione, Giove e Ganimede vestiti da aviatori, i frequenti intenti parodistici.

Giove a Pompei, le cui parti orchestrali erano andate perdute durante un incendio a Casa Ricordi, non è mai più stata eseguita dagli anni Venti. Su indicazione di Dino De Palma, nell’autunno del 2008, Casa Ricordi ha accettato l’incarico di ristamparle a partire da una partitura miracolosamente sopravvissuta e quindi di ridare luce a questo lavoro del tutto sconosciuto ai nostri giorni seppur d’indubbio interesse storico e musicale.

Per le celebrazioni del centocinquantesimo anniversario della nascita di Umberto Giordano è stato costituito presso il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo il comitato tecnico scientifico che ha il compito di coordinare e promuovere le iniziative culturali previste. Il comitato è presieduto dal Sindaco di Foggia, Franco Landella, e composto dall’Assessore comunale alla Cultura Anna Paola Giuliani, dal Dirigente del Settore Cultura del Comune Carlo Dicesare, dal direttore del Conservatorio “Umberto Giordano”, Francesco di Lernia, dal Direttore dell’Accademia di Belle Arti di Foggia, Eva Belgiovine, dal Prorettore dell’Università degli studi di Foggia, Giovanni Cipriani, dal Presidente della Fondazione Banca del Monte di Foggia, Saverio Russo, dal Presidente della Fondazione Apulia Felix, Giuliano Volpe, dalla pianista e direttrice d’orchestra, Gianna Fratta, dallla Soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Barletta-Andria-Trani e Foggia, Simonetta Bonomi, da Enrico Sannoner dell’Associazione Amici della Musica di Foggia e dal musicologo Guido Salvetti.

Questo spettacolo ha l’intento di restituire la musica lirica e la cultura classica (seppure come si è visto in chiave dichiaratamente ironica e satirica) a un pubblico più vasto, prevalentemente giovanile, valorizzando una storia che è in un certo senso metafora delle opportunità ma anche dei rischi della cultura meridionale.

La messa in scena dell’opera sarà seguita da una pubblicazione multimediale (che conterrà uno studio filologico su Giordano ed il suo rapporto con i classici) e da altre attività di produzione culturale che rappresentano gli elementi funzionali di un percorso complesso rivolto anche a consolidare le buone prassi sperimentate in seno alla Facoltà di Lettere dell’Università di Foggia, con la produzione di opere teatrali e musicali rivolte alla divulgazione dei temi classici.

Come scrive nelle note di regia Cristian Biasci, la commedia musicale Giove a Pompei (1921) nasce nel periodo forse più entusiasmante della cultura artistica europea del XX secolo. E’ il periodo nel quale le Avanguardie imperversano con i loro svariati “ismi”, e molte forme d’arte cosiddette “nuove” si stanno facendo largo tra il grande pubblico. Una su tutte, il cinema, che sta diventando sempre più importante, veicolo mediaticamente sorprendente, semplice e immediato, raccoglie sempre più consensi: al momento del Giove a Pompei di Umberto Giordano sono già usciti tre film (uno nel 1908 – primo film storico-epico del cinema italiano – e due nel 1913, tutte produzioni italiane) sul tema degli “Ultimi giorni a Pompei”, tutti ispirati al romanzo “The last days of Pompei” del 1834 di E. George Earle Bulwer-Lytton; da segnalare anche l’opera lirica “Jone o gli ultimi giorni a Pompei” di Errico Petrella del 1858, modello ispiratore del film omonimo del 1913 per la regia di Ubaldo Maria Del Colle. L’idea della messa in scena tiene in forte considerazione quanto appena descritto e anche tutte le altre forme di teatro “leggero” che in quegli anni affiancano le ben più colte e rodate vie del melodramma: su tutte, il teatro di varietà, dove grazie al comico, alla parodia e al grottesco, convivono sulla scena personaggi che trascendono qualsiasi collocazione temporale e culturale. Rivolto al grande pubblico attraverso la satira, il teatro di varietà riesce ad entrare nella contemporaneità con sferzante umorismo: pensiamo ad Ettore Petrolini che con il suo Nerone (il testo è del 1917) è fonte primaria di ispirazione per questa messa in scena del personaggio di Parvolo Patacca. Tutti i personaggi della commedia musicale sono in qualche modo “caricature” di loro stessi: un Giove che combatte con la sua età, un Parvolo Patacca che, ad onor del nome, sostiene l’economia cittadina grazie all’invenzione della “patina della storia” trucco per spacciar “patacche”, e ancora Aribobolo, reduce d’Africa e fidanzato geloso, una Lalage sua promessa sposa talmente ingenua da affidarsi al primo che incontra in città, ma pronta a sacrificarsi per salvare Pompei andando in sposa proprio a Giove, e così tutti gli altri, comprese le compagini del coro. I personaggi, 14 tra primari e comprimari oltre a 30 componenti del coro, 5 danzatori e 6 comparse, sono protagonisti di quadretti talvolta comici, o satirici che mettono in primo piano degli stereotipi ben precisi, tenuti insieme da una figura principale che orchestra e architetta piani che infine si riveleranno inutili. Benché il carattere generale della messa in scena sia appunto di spirito “leggero”, porrà, attraverso la recitazione, che occupa più di un terzo della scrittura librettistica, molti spunti “colti” sia storici che di attualità sociale e politica propri del periodo dell’uscita dell’opera musicale. Questo a sottolineare che il “Giove a Pompei” è un lavoro concepito con un respiro, soprattutto librettistico, intellettualmente molto acuto che ne fanno un opera unica nel suo genere.  Con la messa in scena, attraverso la recitazione, i costumi e la scenografia, che si avvarrà di proiezioni 3D originali, create appositamente, che prevedono la presenza di 4 proiettori, si darà vita ad una rappresentazione che nel corso dei tre atti si evolverà  in un crescendo: da una visione descrittiva-filologica dell’inizio, primo atto e parte del secondo, verso una molto più dirompente e vicina ai tumulti culturali degli anni dell’uscita della commedia musicale. Il processo porterà verso una cifra dadaista, dove il rosso pompeiano, che taglia la scena a metà in orizzontale, suggerito dalle architetture originali, aprendo la scena verso un paesaggio dominato in lontananza da un magnifico Vesuvio, diventerà la base di manifesti e opere pittoriche di Tristan Tzara, Francis Picabia, Hans Arp, Marcel Duchamp spostando la visione verso una verticalità ineluttabile che culminerà con l’eruzione del vulcano e la distruzione di Pompei. Come per la scena, anche i personaggi si evolveranno caricandosi di atteggiamenti via via più meccanici, caricaturali e grotteschi.

Cenni storici: Nel 1899 Illica cedette a Giordano e a Franchetti il libretto dell’operetta “Giove a Pompei”, invitandoli a musicarlo insieme. Il lavoro di composizione procedette saltuariamente, anche perché entrambi gli autori consideravano l’opera sui generis, in un certo senso estranea al resto della loro produzione (entrambi continuarono a creare per proprio conto, indipendentemente dalla loro collaborazione) e aspettavano un’offerta vantaggiosa per allestirla. Nel maggio del 1907 fu firmato il contratto con Casa Ricordi, ma da una lettera di Illica all’editore si capisce che dell’opera erano stati ultimati solo i brani principali; inoltre Franchetti, incerto e insoddisfatto, aveva richiesto alcuni cambiamenti e lo stesso Ricordi, pentitosi dell’acquisto dell’opera, non aveva nascosto le sue riserve sul fatto che l’opera fosse un po’ antiquata e priva di verve comica. Dopo la morte di Illica (1919) si occupò delle opportune modifiche Ettore Romagnoli che trasformò il testo in un’esilarante storia a tratti surreale. Volentieri quindi procedettero i lavori di composizione da parte di Franchetti e Giordano, tanto che l’operetta, nella sua veste finale, è stata definita dalla critica “la sola operetta italiana di qualche rilievo, che tenti la continuazione dello stile satirico di Offenbach, trasferendo in ambiente mitologico allusioni e parodie della cronaca contemporanea”.

La prima rappresentazione risale al 5 luglio del 1921 al Teatro all’aperto La Pariola di Roma, davanti ad un pubblico che, a differenza della critica perplessa, ne tributò l’immediato successo, ammirando soprattutto le grandiose coreografie e il complesso apparato scenico (tra le pagine migliori, Gaetano Cesari indicò il coro delle serve e dei pompieri, dei guerrieri e delle matrone, un terzetto e la danza del secondo atto).

La trama:

La vicenda rievoca in chiave ironico-satirica la distruzione di Pompei del 79 d.C. per volere degli dei, indignati dal fatto che i pompeiani, in mancanza di reperti archeologici, abbiano osato seppellire i simulacri divini per poi fingere di rinvenirli nella lava. L’eruzione del Vesuvio dà spunto, dunque, ad una vicenda comica con tratti surreali: a Pompei, dove già fiorisce un’ attività di archeologia e di commercio di reperti falsi ad uso di coloro che intendono ornare le proprie dimore con la “patina della storia”, si manifesta inaspettatamente Giove in persona, accompagnato dal fido Ganimede. La sua presenza è più che giustificata, in quanto gli scaltri pompeiani, a corto di materia prima da “anticare”, decidono di ricorrere alle statue degli dei reperibili in città. Questo dà luogo a un intreccio in cui equivoci e astuzie si susseguono senza sosta. Gli scaltri pompeiani, ben a conoscenza della passione che il padre degli dei nutre per le attività di svago col gentil sesso, decidono di offrirgli quanto di meglio in materia è disponibile in città. Giove però s’incapriccia di una giovinetta di campagna che si trova a Pompei per il mercato e non intende rinunciare o accettare le succedanee che gli astuti pompeiani cercano di somministrargli. Anzi, allo scoprire il tentativo d’inganno, l’ira di Giove si fa funesta: egli ordina senza indugio la distruzione di tutta Pompei ad opera di Vulcano, incaricato di attivare il Vesuvio. Alla fine, però, si fa commuovere dalla giovinezza di Lalage, questo è il nome della contadinella, e rimedia parzialmente alla catastrofe, concedendo che la popolazione abbia il tempo di salvarsi; l’eruzione del vulcano però è talmente affascinante che tutti restano a guardare, senza curarsi del pericolo.

 GIOVE A POMPEI

Operetta in tre atti

libretto diLuigi Illica e Ettore Romagnoli

musica di Umberto Giordano e Alberto Franchetti

Casa Musicale Ricordi, Milano

Personaggi e interpreti

Giove, Sergio Vitale

Lalage, Daniela Bruera

Aribobolo, Aldo Caputo

Parvolo Patacca, Matteo D’Apolito

Calpurnia, Angela Bonfitto

Marcus Pipa, Francesco Pittari

Aricia, Italo Proferisce

 

Maestro concertatore e direttore

GIANNA FRATTA

Regia

Cristian Biasci

 

Scene Francesco Gorgoglione (curatore con l’Accademia di Belle Arti di Foggia)

Costumi Diego Pecorella  (Sartoria Shangri-la di Foggia)

Effetti speciali e proiezioni in 3d a cura di Raffaele Fiorella

Orchestra del Conservatorio “Umberto Giordano” di Foggia

Coro Lirico Pugliese

Direttore del Coro Agostino Ruscillo

 

Ufficio Stampa

Marina Nocilla 3387172263; marinanocilla@gmail.com

Ileana Sapone Teatro Pubblico Pugliese 3356074728 ileana.sapone@teatropubblicopugliese.it

Info Teatro Giordano Foggia – Piazza C. Battisti 0881 792908; www.teatrogiordano.it;  facebook teatroumbertogiordano; twitter teatro_giordano; instagram teatro_giordano

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Gianna Fratta. Decide di diventare direttore d’orchestra a nove anni e da allora intraprende e completa col massimo dei voti la sua formazione accademica in pianoforte e composizione, oltreché in direzione d’orchestra con lode. Inizia giovanissima la sua carriera pianistica vincendo numerosi concorsi nazionali e internazionali che la portano ad esibirsi nei teatri più importanti del mondo in città come Berlino, New York, Tel Aviv, Mumbay, Kolkatta, Istanbul, Stoccolma, Vilnius, Haifa, Roma, Seoul, Montevideo, Buenos Aires e tante altre in tutto il mondo.Il suo debutto come direttore d’orchestra avviene nel 1998 e da allora lavora con importanti orchestre in molti casi come prima donna. Tra le principali i Berliner Symphoniker, l’Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma, la Sinfonica di Macao (Cina), la Mimesis del Maggio Musicale Fiorentino, l’ORT di Firenze, l’Orchestra dell Teatro Petruzzelli, la Royal Academy di Londra, l’Orchestra della Fondazione Toscanini di Parma, la Nuova Scarlatti di Napoli, la Russian Simphony Orchestra, l’Orchestra Sinfonica di Sofia e di Kiev, la Sinfonica di Greensboro e la Dubuque Simphony Orchestra (USA), l’Orchestra de l’Ile de France, la Prime Orchestra di Seul (Corea), l’Orchestra Filarmonica di Montevideo, la Sinfonica di Sanremo, L’Aquila, Bari, Lecce, l’Orchestra del Teatro Nazionale di Belgrado, Maribor, Skopje e molte altre in tutto il mondo. Pupilla del grande direttore russo Yuri Ahronovitch, egli scrive di lei “Non ho mai conosciuto un direttore così giovane e già così dotato di cuore e di braccio”. Suona e dirige nei più importanti teatri del mondo (Carnegie Hall di New York, Teatro Coliseo di Buenos Aires, Teatro Solis di Montevideo, Seoul Art Center di Seoul, Smetana Hall di Praga, Teatro Sao Pedro a San Paolo del Brasile, Teatro dell’Opera di Roma ecc.), collaborando con i più importanti artisti del panorama internazionale. E’ titolare della cattedra di elementi di composizione al Conservatorio di Foggia, visiting professor alla Sungshin University di Seul (Corea) e tiene regolarmente lecture e masterclass in molte università nel mondo.  E’ laureata in giurisprudenza e discipline musicali. Oltre alle numerose incisioni discografiche per Velut Luna, Bongiovanni, Amadeus, Nea et Antiqua, Gianna Fratta é protagonista di documentari e reportage che raccontano la sua attivitá e la sua vita, tra cui “Per la mia strada” prodotto da Rai Cinema e premiato dalla Presidenza della Repubblica.Il 7 marzo 2009 è insignita del titolo di Cavaliere della Repubblica italiana per i risultati da lei ottenuti in campo internazionale come pianista e direttore d’orchestra; il 18 dicembre 2016 dirige in Eurovisione il Concerto di Natale al Senato, nelle precedenti edizioni affidato a personalità come Muti, Maazel, Oren.

Cristian Biasci, nato nel 1970, ha studiato presso l’Accademia di Belle Arti di Firenze e la Facoltà di Lettere dell’Università di Pisa.Libero professionista dal 1996: artista, presente in numerose mostre in italia e all’estero, collabora con i più importanti teatri ed Enti Lirici nazionali ed internazionali. Negli anni, oltre al lavoro professionale di artista impegnato nelle arti visive, molte le collaborazioni con istituzioni pubbliche con incarichi sempre rivolti alla creazione e all’organizzazione di eventi culturali legati allo spettacolo: in particolare si ricordano le collaborazioni con l’Assessorato alla Cultura della Provincia di Firenze per il quale nel biennio 2011/12. Cura il progetto quinquennale M.a.M (Maestri-Allievi-Maestri) che prevede la selezione di allievi delle Accademie di Belle Arti d’Italia e d’Europa per partecipare a stage con artisti di rilievo internazionale, tenuti in varie cittadine della provincia fiorentina. Nel biennio 2010/2011 ha collaborato con il M° Enzo Cucchi e il M° Itto Kuetani. Cura l’evento “Avrebbero 100 anni…”, che ha visto per tutto il mese di giugno alternarsi personaggi di spicco del mondo culturale italiano ricordare con conferenze, tavole rotonde e concerti, personaggi illustri nati nel 1911. Cura l’evento “Liszt e Firenze”, ciclo di concerti e convegni sul soggiorno fiorentino di Franz Liszt e Marie d’Augoult tra il 1838 e il 39. L’attività artistica teatrale inizia nel 2000 con collaborazioni a vario titolo in teatri nazionali e internazionali. Tra le collaborazioni più importanti si ricordano quelle con Armand Delcampe, Mario Monicelli, Giorgio Albertazzi, Beppe Menegatti, Antonio Calenda, Quirino Conti. Dal 2003 diventa collaboratore/assistente stabile di Beppe Menegatti e Carla Fracci con i quali ha curato gran parte delle produzioni dell’ultimo decennio, lavorando sia all’organizzazione generale, alle scenografie e come assistente alla regia in particolare in spettacoli di Teatro Lirico di repertorio e contemporaneo, e di Spettacoli di Danza di repertorio e contemporanea.  Tra gli spettacoli più significativi si ricordano: 2013 – “Rigoletto”, Castello dell’Imperatore e Teatro Metastasio di Prato. 2012 – “Spirito allegro”, Teatro Vittoria, Vecchiano, Pisa. 2012 – “All’alba vincerò”, Castello dell’Imperatore, Prato. 2012 – “Ecuba, la nausea e la strage”, Teatro Colosseo, Roma. 2011 – “Rigoletto”, Cortile di Michelozzo, Palazzo Medici Riccardi, Firenze. 2011 – “Le Roi s’amuse”, Cortile di Michelozzo, Palazzo Medici Riccardi, Firenze. 2011 – “Bohéme”, Castello dell’Imperatore, Prato. 2010 – “Sgombero”, (da L. Pirandello, Prima Assoluta, su musiche di M. Bargagna)Teatro Rossini, Pontasserchio, Pisa. 2010 – “La patente”, (da L. Pirandello, Prima assoluta, su musiche di M. Bargagna, Teatro Verdi, Pisa). 2010 –  “Il segreto di Susanna”, Teatro Rossini, Pontasserchio, Pisa. 2010 – “Romeo e Giulietta”, Teatro dell’Opera di Roma, Stagione Estiva, Terme di Caracalla, Roma (Spettacolo di apertura della Stagione Estiva). 2010 – “Happy days” di S. Beckett, Studio d’Arte Corsanini, Galleria Marmi Ravaccione, per la XIV Biennale Internazionale di Scultura in Carrara. 2009 – “Ricordo de I Balletti Russi”, Villa Oliva, Lucca. 2009 –  “Sogno di una notte di mezza estate”, Teatro dell’Opera di Roma, Stagione Estiva,  Terme di Caracalla, Roma. 2008 – “Tosca”, Villa Oliva, Lucca. 2008 – “Tosca”, Teatro dei Rassicurati, Montecarlo di Lucca. 2007 – “La Maschera di Punkitititì”, Teatro Nazionale, Roma. 2007 – “Peer Gynt”, Teatro dell’Opera di Roma. 2007 – “Pagliacci – Romeo e Giulietta”, Teatro dell’Opera di Roma, Stagione Estiva, Terme di Caracalla, Roma. 2007 – “La Traviata”, Teatro dei Rassicurati, Montecarlo di Lucca. 2006 – “Don Giovanni”, Villa Oliva, Lucca. 2006 – “ Requiem ”, (spettacolo di danza sul Requiem di W. A. Mozart), Villa Oliva, Lucca. 2006 – “La Vestale”, Teatro dell’Opera di Roma, Stagione Estiva, Terme di Caracalla, Roma. 2003 – “Dio Salvi la Regina”, Teatro Nazionale, Roma. 2002 – “Le Eumenidi”, Teatro Greco di Siracusa. 2002 – “Giulio Cesare di Sheakspeare per Giorgio Albertazzi“, Teatro Argentina e Parco Archeologico di Ostia Antica, Roma.

Agostino Ruscillo, maestro del coro, dal 2001 è organista e maestro di cappella della Basilica Cattedrale di Foggia, e direttore della Cappella musicale Iconavetere con la quale ha inciso in “prima registrazione mondiale” la Messa a grande orchestra per quattro voci di Saverio Mercadante (Bongiovanni, 2014). Nel 2002 fonda il Coro Lirico “Umberto Giordano” del Teatro comunale di Foggia, col quale si è dedicato prevalentemente al repertorio lirico-sinfonico, partecipando, tra l’altro, alle incisioni videografiche di Cavalleria e Pagliacci (Kikko Music, 2004) e de Il Re (Bongiovanni, 2009). È fondatore dell’Apulia Felix Ensemble, specializzato nella musica antica, rinascimentale e barocca, e nella musica contemporanea, e del Daunia Gospel Choir. È autore di libri e saggi musicologici su Umberto Giordano, su Enrico Antonio Radesca di Foggia, e sul melodramma italiano di fine Ottocento. Attualmente è docente di Storia della musica per la Didattica presso il Conservatorio “Umberto Giordano” di Foggia.

L’Orchestra Sinfonica del Conservatorio “Umberto Giordano” di Foggia è sorta nel 1992 a sostegno delle attività didattiche della classe di Direzione d’orchestra ed è presto divenuta una solida compagine di fondamentale riferimento nella produzione musicale del territorio della Capitanata. L’alta qualità delle sue prime parti-docenti al Conservatorio di Foggia con esperienze all’interno di istituzioni cameristiche e orchestrali e l’entusiasmo dei giovani diplomati e diplomandi del Conservatorio che nel corso degli anni hanno arricchito sempre più l’organico, si sono rivelati fattori vincenti non solo per il consolidamento del lavoro didattico ma ancor più per aver garantito all’orchestra traguardi artistici assai elevati in un repertorio che, spaziando dal barocco ai nostri giorni, estende i propri generi interpretativi dall’orchestra da camera al grande repertorio sinfonico e all’opera lirica. Tra questi vanno innanzitutto menzionate le produzioni nell’ambito della progettazione didattico-artistica del Conservatorio quali i cicli “Il solista e l’orchestra”, le celebrazioni dedicate e numerosi musicisti nonché il tradizionale appuntamento di inaugurazione dell’anno accademico e il concerto di apertura della rassegna “Musica nelle corti di Capitanata”. L’Orchestra è stata inoltre invitata ad esibirsi in occasione di eventi di risonanza nazionale quali le messe in scena di Un fatale matrimonio di Ottavio De Lillo, la Daunia Felice di Paisiello, Mese Mariano di Giordano, Il viaggio a Reims di Rossini, Le Nozze di Figaro e Così fan tutte di Mozart. Tra le collaborazioni con illustri solisti vanno citati Massimo Quarta, Mirella Freni, Paolo Bordoni, Franco Medori, Alexander Lonquich, Pietro Bellugi, Donato Renzetti, Bruno Bartoletti ed altri.

Coro Lirico Pugliese è una compagine corale formata da circa cinquanta artisti professionisti, prevalentemente giovani cantanti diplomati nei Conservatori della nostra regione, costantemente selezionati in base al repertorio da eseguire. Il Coro, fondato nel 2008 da Agostino Ruscillo, si presenta sia in formazione da camera sia in organico più ampio per l’esecuzione di musica sinfonico-corale e lirica. Il repertorio comprende autori che vanno dal Settecento al primo Novecento, e privilegia in particolar modo i compositori nati in terra pugliese. La versatilità del gruppo, la vastità del repertorio, il rapporto instaurato con diverse orchestre sinfoniche, hanno portato il Coro Lirico Pugliese a collaborare con importanti direttori d’orchestra.

 

ORCHESTRA DEL CONSERVATORIO UMBERTO GIORDANO DI FOGGIA

Violini primi Violini secondi
Sarcina Orazio De Sanio Raffaele
Aprile Laura Sguera Clelia
  Paglionico Rita     De Magistris Angelo
Mucciarone Rocco Ieffa Mario
Metta Ilaria Altamura Antonella
Pedone Domenico Loforese Sabrina
Sevi Giovanna
Rosa Massimo
Viole Violoncelli
Maddonni Flavio Montaruli Francesco
Lisena Francesco Mastromatteo Francesco
Lisena Donatella Miatto Daniele
Michelini Roberta Bruno Stefano
Contrabbassi Arpa
Mauthe Massimiliano   Marzetti Sofia
Resce Andrea Gianmarco
Flauti Fagotti
Piccolo Bartolo Rampino Stefano
Masi Laurent Saracino Fernando
Clarinetti Corni
Conteduca Vincenzo Pensato Luigi
Falanga Bruno Falcone Antonio
Fracchiolla Antonio
Oboi Rosito Michele
Sarcina Domenico
Brafa Roberta
Trombe Tromboni
Carretta Antonio Canio De Mauro Marco Giuseppe
Santangelo Vincenzo Di Mucci Fedele
Di Biccari Giuseppe
Percussioni
Ramadori Leonardo
Padalino Giuseppe
Sciotti Salvatore

 

 

 

CORO LIRICO PUGLIESE

 

Soprani Mezzisoprani / Contralti
Bellomo Ilaria Bruno Giuseppina
Cortese Rosa, Catalano Maria Rosaria
D’Errico Bianca, Gigante Barbara
Di Donna Nicla Guerra Maria Pia
Frasca Gaetana Misuriello Maria Anna
Giordano Lucia Piazzolla Concetta Clarissa
Moscato Giulia Tenace Maria Arcangela
Collica Daniela  
Ranieri Teresa  

 

Tenori Baritoni / Bassi
De Crescenzo Salvatore Arcamone Pasquale
De Palma Alessio Walter Augelli Giovanni
Doto Francesco Domenico Grauso Rosario
Ieluzzi Michele Guerrieri Massimiliano
Losito Carlo Mazza Antonio
Lucente Giuseppe Monaco Carlo Giuseppe
Settanni Giuseppe Piliego Marco
Trigiani Marco Trigiani Lorenzo

 

Assistente alla regia

Teresa Gargano

Maestro collaboratore al pianoforte

Donato Della Vista

di Antonio Carbonara

 

 

 

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