Mercoledì delle Ceneri. Il Papa: il soffio della vita di Dio ci libera dagli egoismi

0
641

Papa Francesco è stato all’Aventino, per la celebrazione del tradizionale rito del Mercoledì delle Ceneri, che segna l’inizio del periodo di Quaresima, i quaranta giorni (escludendo le domeniche) che portano alla Pasqua di Resurrezione. Dalla chiesa di Sant’Anselmo, dopo una breve preghiera, papa Francesco con i cardinali, i vescovi, i monaci benedettini e i padri domenicani, ha seguito la processione fino alla Basilica romana di Santa Sabina all’Aventino dove ha celebrato la Messa, la benedizione e il rito della imposizione delle ceneri.

Nell’omelia papa Francesco ha invitato tutti nel tempo di grazia che è la Quaresima a «ritornare al cuore misericordioso del Padre». «Fissiamo ancora una volta il nostro sguardo sulla sua misericordia. La Quaresima è una via: ci conduce alla vittoria della misericordia su tutto ciò che cerca di schiacciarci o ridurci a qualunque cosa che non sia secondo la dignità di figli di Dio. La Quaresima è la strada dalla schiavitù alla libertà, dalla sofferenza alla gioia, dalla morte alla vita».

In uno dei passaggi centrali il Papa si è soffermato sulla Quaresima che «è il tempo per dire no. No all’asfissia dello spirito per l’inquinamento causato dall’indifferenza, dalla trascuratezza di pensare che la vita dell’altro non mi riguarda; per ogni tentativo di banalizzare la vita, specialmente quella di coloro che portano nella propria carne il peso di tanta superficialità. La Quaresima vuole dire no all’inquinamento intossicante delle parole vuote e senza senso, della critica rozza e veloce, delle analisi semplicistiche che non riescono ad abbracciare la complessità dei problemi umani, specialmente i problemi di quanti maggiormente soffrono. La Quaresima è il tempo di dire no; no all’asfissia di una preghiera che ci tranquillizzi la coscienza, di un’elemosina che ci lasci soddisfatti, di un digiuno che ci faccia sentire a posto. Quaresima è il tempo di dire no all’asfissia che nasce da intimismi che escludono, che vogliono arrivare a Dio scansando le piaghe di Cristo presenti nelle piaghe dei suoi fratelli: quelle spiritualità che riducono la fede a culture di ghetto e di esclusione».

Fonte Avvenire

di Antonio Carbonara

LASCIA UN COMMENTO