Gli Avion Travel al teatro Forma di Bari con il leader Peppe Servillo

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Dopo 10 anni gli Avion Travel tornano insieme in concerto e salgono sul palco del Forma a Bari per proporre ReTour.

E dire che quasi sconosciuti erano arrivati nella nostra città tantissimi anni fa, ben prima del riconoscimento sanremese, ospiti in un teatro di periferia quale era il Kismet.

Anche ieri hanno confermato l’impossibilità di essere catalogati in un genere musicale.

Certamente scelgono musica d’autore, anche quando propongono pezzi notissimi al grande pubblico, quale Storia d’amore, di Del Prete-Beretta, come ha tenuto a sottolineare Servillo parlando di musica in giacchetta, da feste di matrimonio, portata al successo da Adriano Celentano.

Si avverte in alcuni brani la musica popolare napoletana (E.A. Mario) o vibrazioni da bossa nova. Addirittura il richiamo ad un testo di Pasolini (Che cosa sona le nuvole) che aveva accompagnato un episodio, con Totò e Ninetto Davoli, del film Capriccio all’italiana. Un amalgama complesso, insomma, con sfumature anche di jazz, swing e pop.

Il pubblico ha assistito, ancora una volta, alla performance del leader storico del gruppo, Peppe Servillo, accompagnati dai bravi Mesolelle, Spinetti, Ciaramella e D’Argenzio, ed ha capito perché ancora oggi sono denominati: Piccola Orchestra Avion Travel.

Non si assiste difatti al concerto di una band, di un gruppo musicale ma si segue una vera e propria piccola orchestra.

Servillo dirige gli altri musicisti, come un vero e proprio maestro d’orchestra (di una piccola orchestra).

E’ spesso di spalle al pubblico, di traverso sul palco, muovendo le mani per lanciare singoli spunti agli altri musicisti o per richiamare alla conclusione il pezzo che stanno suonando.

E poi il leader cantante/maestro/attore apparentemente segue il ritmo dei suoi artisti ma effettivamente il suo corpo ondeggia attraversato dall’armonia della musica che si ascolta. Un giunco sferzato e cullato dal vento. E’ questa la sua peculiarità.

E poi la straordinaria mimica della sua faccia, da commedia dell’arte.

Il concerto si è chiuso infine con due omaggi a Modugno (U pisci spada) e Nada (Ma che freddo fa).

Soprattutto il primo è apparso straordinario al pubblico, Un assolo per voce e tamburo che soltanto le grandi doti di Servillo hanno reso possibile.

Ancora una volta un successo per il Teatro Forma.

di Pierluigi Balducci

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