Il flamenco di Diego del Morao e Gema Moneo al Tatà di Taranto

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Ha il fuoco sacro della grandi bailaoras gitane, la stella della danza flamenca, Gema Moneo, la solista di Joaquín Cortés che, martedì 10 gennaio, al Tatà di Taranto (ore 21), affianca in uno spettacolo travolgente il gruppo di Diego Del Morao, il virtuoso della chitarra che è stato tra gli artisti dell’omaggio collettivo a Paco De Lucia con l’album «Entre 20 Aguas», vincitore di un Grammy Award. Con la danza e i ritmi andalusi di due grandi protagonisti della scena internazionale, per la prima volta in tour in Italia e in esclusiva regionale nel capoluogo ionico (subito dopo la tappa di Roma), la 73esima Stagione degli Amici della Musica «Arcangelo Speranza» segue, dunque, il respiro della vita che alimenta danza e musica di un popolo in movimento. 

Epigono della dinastia gitana Morao, Diego Del Morao è considerato una delle figure di punta della moderna chitarra flamenca. Figlio e nipote d’arte (suo padre è suo zio sono rispettivamente Moraito Chico e Manuel Morao), il musicista andaluso propone una musica intrisa di sensualità che affonda le radici nella tradizione ma al tempo stesso guarda al flamenco del futuro. E in questo concerto mette insieme il tocco di un altro abile chitarrista, Pepe Del Morao, le funamboliche improvvisazioni ritmiche del percussionista Ane Carrasco e il tono doloroso del rajo di Moloko Soto, cantaor che custodisce i segreti dell’«urlo gitano». Il prodotto è un battito di carnalità sonora sul quale s’innestano i passi e le movenze di Gema Moneo, bailaora viscerale e impetuosa appartenente alla famiglia Los Moneo, dinastia flamenca di Jerez della Frontera, dalla quale ha ereditato anche eleganza, grazia e tecnica impeccabili.

E di Jerez è anche Diego Del Morao che, dopo aver mosso i primi passi riservandosi un posto d’onore tra i chitarristi più richiesti per l’accompagnamento dei maggiori cantaor, ha partecipato ai tour e alle registrazioni in studio dei dischi «Confí de fuá» di José Mercé, «No hay quinto malo» di Niña Pastori e «La rosa blanca» di Montse Cortés, prima di suonare in «Picasso en mis ojos» di Diego El Cigala, miglior album flamenco ai Grammy latino-americani nel quale figurano anche Paco De Lucia e Tomatito. Sempre nel 2005 Paco de Lucía, in veste di produttore, ha scelto Diego del Morao per accompagnare la giovane cantaora La Tana, finché nel 2012 è arrivato il debutto discografico con «Orate», lavoro per il quale Del Morao ha voluto accanta a sé ospiti straordinari come Diego el Cigala, Moraíto Chico, Yelsy Heredia, Jumitus, Paquete, Chaboli, Niña Pastori e lo stesso Paco de Lucia, il grande innovatore del flamenco insieme al leggendario cantaor El Camaròn de la Isla.

Info: Costo dei biglietti (escluso il diritto di prevendita), 25 euro (ridotti 18 euro). L’acquisto è possibile presso la sede dell’associazione, in via Toscana 22/a (tel. 099.7303972), Basile Strumenti Musicali, in via Matteotti 14 (tel. 099.4526853), al Box Office di via Nitti 106/a (tel. 099.4540763), e online sul circuito liveticket.it. Inoltre, chi è diventato maggiorenne nel 2016 può utilizzare l’applicazione web «18app», il Bonus Cultura del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e della Presidenza del Consiglio dei Ministri che consente di ottenere cinquecento euro da spendere anche in concerti sino al 31 dicembre 2017, registrandosi però entro il 31 gennaio 2017.

di Antonio Carbonara

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