Le Direzioni del Racconto alla Vallisa di Bari con Cappuccio-Triestino-Gazzolo-Bonacelli

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Ruggero Cappuccio, Paolo Triestino, Virginio Gazzolo e Paolo Bonacelli. Quattro mattatori della scena in quattro giorni, da giovedì 1 a domenica 4 dicembre, per un quartetto di spettacoli che con un’iniziativa promozionale viene proposto al costo di due (20 euro anziché 40, info e prenotazioni 3331260425). È l’«invito a teatro» della Compagnia Diaghilev per la decima edizione delle «Direzioni del racconto», la rassegna di teatro di narrazione letteraria organizzata in collaborazione con l’Assessorato alle Culture del Comune di Bari e il sostegno della Regione Puglia.

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Ad aprire la mini-maratona, giovedì 1 dicembre (ore 21), sarà Ruggero Cappuccio con «L’arte italiana del furto», originale drammaturgia dell’artista napoletano che mette in scena il trafugamento della Natività del Caravaggio avvenuto a Palermo nel 1969.  Tra la pista mafiosa, le confessioni dei pentiti, la sparizione di Mauro De Mauro, il terremoto dell’Irpinia, Peter Watson, giornalista del Sunday Times, che si finge mercante d’arte, il processo Andreotti, una cassa sepolta in aperta campagna e l’incredibile storia del critico d’arte Maurizio Marini, si dipana il racconto di uno dei furti più famosi della storia dell’arte.

Inviterà a tenere gli occhi e la mente aperti Paolo Triestino, che venerdì 2 dicembre (ore 21), leggerà «Il paese dei ciechi», racconto fantascientifico di Herbert George Wells, l’autore della «Guerra dei mondi» che, in questo lavoro meno noto al grande pubblico, racconta la storia di una località della cordigliera andina abitata da una popolazione di non vedenti abituata a vive con estrema normalità ciò che, invece, viene percepito come un handicap insuperabile dallo straniero Nuñez.

Al Paese Italia è, invece, dedicata la «rilettura d’attore» del «De Vulgari Eloquentia» di Dante Alighieri che Virginio Gazzolo presentò in occasione del 150esimo anniversario dell’Unità d’Italia, con la direzione scientifica dell’Accademia della Crusca, e che adesso propone per «Le direzioni del racconto», sabato 3 dicembre (ore 21), dando voce al sommo poeta e alla «pantera dall’alito profumato», la lingua italiana, che, all’inizio del Trecento iniziava ad aggirarsi per le nostre regioni.

 La chiusura, domenica (ore 20), sarà nel segno di Bertolt Brecht. Accompagnato dal pianista Giuseppe Barile e dal clarinettista Gianluigi Caldarola, Paolo Bonacelli proporrà un florilegio di poesie del grande drammaturgo tedesco che, con questa produzione letteraria,  operò una vera e propria inversione di tendenza rispetto agli orientamenti otto-novecenteschi, introducendo, al posto delle suggestioni dell’ineffabile e all’ansia dell’ignoto, la concretezza del linguaggio preciso e concrete situazioni storico-sociali.

di Antonio Carbonara

 

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