Al Multicinema Galleria di Bari in proiezione “L’amore rubato”

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Mercoledì 30 novembre, (alle 20.45 e alle 22.30, infotel: 080.521.45.63.) sarà proiettato al Multicinema Galleria di Bari (Corso Italia 15) L’amore rubato, il film diretto da Irish Braschi e liberamente tratto dall’omonima raccolta di racconti di Dacia Maraini, che intreccia le storie di cinque donne molto diverse tra loro, per età e estrazione sociale, ma accomunate dall’esperienza di un amore violento, morboso, che fa male. Storie ispirate a reali fatti di cronaca, che affondano nel quotidiano e che si intrecciano per dare vita a un unico grande affresco. Rompere il silenzio è difficile: perché la violenza è muta, perché si nasconde dietro la normalità, perché è ancora un tabù.

L’Amore rubato è interpretato da una brillante squadra di attori e attrici italiane: Elena Sofia Ricci, Stefania Rocca, Gabriella Pession, Chiara Mastalli, Francesco Montanari, Alessandro Preziosi, Elisabetta Mirra, Daniela Poggi, Cecilia Dazzi e Luisa De Santis. Nel cast anche Emilio Solfrizzi, Antonello Fassari, Massimo Poggio, Antonio Catania ed Emanuel Caserio.

Questo collage di personaggi femminili smarriti e di figure maschili spesso negative ha il compito di affrontare e sensibilizzare l’opinione pubblica su un argomento che è ancora un tabu, ed è importante perché l’incasso sarà devoluto a favore di un’associazione chiamata We World,che si prende cura delle donne vittime di violenza.

«Il tema che affrontiamo – ha detto Dacia Marainiè scottante, bruciante, ed è una ferita il fatto che paesi così avanzati siano attraversati da una tale quantità di violenza contro le donne. Dobbiamo fare campagne di sensibilizzazione, il mio libro nasce con questa idea. Mi sono consultata con Amnesty International, che mi ha fornito valanghe di casi. Sono fatti veri, su cui ho lavorato cambiando i nomi dei personaggi. Volevo analizzare la violenza dall’interno, capire la sua origine. Gli uomini non sono tutti carnefici e le donne non sono tutte vittime, ma laddove gli uomini identificano la loro virilità con il possesso e il possesso viene messo in discussione, allora succede il finimondo».

di Antonio Carbonara

 

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