Al Multicinema Galleria di Bari in proiezione “Mine”

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Venerdì 18 novembre alle 21.00, i registi milanesi Fabio Guaglione (1981) e Fabio Resinaro (1980), presenteranno al Multicinema Galleria di Bari (Corso Italia 15), in una speciale proiezione realizzata in collaborazione con «Premiere Film» (società di produzione e distribuzione cinematografica barese), la loro opera d’esordio «Mine», straordinaria sorpresa cinematografica della stagione. I due registi introdurranno il film e dopo la proiezione risponderanno alle domande del pubblico in sala, insieme al giornalista Livio Costarella. Biglietto unico a 5 euro, infotel: 080.521.45.63.

Mine è un nuovo caso cinematografico made in Italy: un film di genere girato da due giovani registi esordienti (distribuito in Italia il 6 ottobre da Eagle Pictures con risultati lusinghieri al box office), con capitali americani e una troupe europea. Tra i produttori c’è Peter Safran (L’Evocazione e The Conjuring), che si è innamorato dell’idea di un film la cui storia è incentrata tutta su un soldato che mette un piede su una mina e che non può levarlo, altrimenti esploderà. Con l’appoggio di Safran è arrivata la possibilità di cercare un attore di prima fascia, ovvero Armie Hammer.

«Il film è scritto e girato da italiani – spiegano i registi -, interpretato da un americano, con un produttore americano che ha messo il primo 30% del capitale (e ha assicurato la credibilità del tutto), ma poi il resto del cast è britannico, è stato girato in Spagna, con troupe tutta spagnola e ha avuto una postproduzione in Italia. Insomma più che americano è europeo».

La storia del film è ambientata in Africa: un soldato sta tornando al campo base dopo una missione, ma inavvertitamente poggia il piede su una mina antiuomo. Non può più muoversi, altrimenti salterà in aria. In attesa di soccorsi per due giorni e due notti, dovrà sopravvivere non solo ai pericoli del deserto ma anche alla terribile pressione psicologica della tutt’altro che semplice situazione.

Ufficio stampa Multicinema Galleria 

di Maria Cristina Consiglio

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