Sanità: modelli a confronto, seminario ad Alberobello

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Si terrà martedì 4 ottobre alle ore 9.00, presso l’Hotel Astoria di Alberobello, il seminario sul tema “Sanità, modelli a confronto”.

Il seminario di martedì 4 ottobre, moderato da Luciano Sechi Direttore AGI PUGLIA (Agenzia Giornalistica), presso l’Hotel Astoria di Alberobello, con inizio alle ore 9,00 sarà avviato da Vitantonio Taddeo Segretario Generale FNP – CISL Puglia Basilicata, Marco Maurizio Colombo Segretario Generale FNP CISL Lombardia,  relazionerà Filippo Cristoferi,  ricercatore Centro di Ricerca e Studi in Management Sanitario Università Cattolica del Sacro Cuore – Milano.

Delicati i temi che saranno affrontati, dall’autonomia conferita alle Regioni in materia di salute alle leggi statali in materia assistenziale. Per quanto riguarda il ruolo delle regioni , “ogni Regione ha le proprie regole e il proprio assetto organizzativo – spiega il Segretario Generale FNP Cisl Puglia Basilicata Taddeo – viene naturale domandarsi se esista un modello – almeno sulla carta – migliore degli altri. La tavola rotonda di martedì 4 ottobre, serve a valutare anche questo. Ogni Regione organizzi pure il proprio sistema sanitario come meglio crede: purché il servizio funzioni e le cure erogate ai cittadini siano tempestive e di buona qualità”.

In testa alla classifica, con il più alto indice di performance per quanto riguarda i servizi sanitari, si collocano il Trentino Alto Adige, seguito dalla Lombardia. In fondo alla classifica le regioni del Sud, i peggiori piazzamenti si registrano nell’intero Mezzogiorno: in Puglia ben 69 mila soggetti hanno rinunciato a curarsi. Tempi d’attesa significativamente minori, invece, in Lombardia. Solo il 34,9% degli italiani ha dichiarato di essere soddisfatto dei servizi sanitari legati ai vari aspetti del ricovero: assistenza medica, assistenza infermieristica, vitto e servizi igienici. Molti i pugliesi e meridionali costretti ad uscire dalla propria regione per ottenere assistenza in altre strutture.

Da registrare anche la povertà di molte famiglie italiane a causa di spese sanitarie eccessive, udi queste molto spesso necessarie. A finire al di sotto della soglia di povertà,  a causa delle spese sanitarie out of pocket,  soprattutto le famiglie in Calabria con una quota dell’1,9% quantificabile in circa 15 mila nuclei familiari, Campania con una quota dell’1,5% pari a oltre 32 mila famiglie, e Puglia con una quota che si aggira all’1,4% coinvolgendo nel processo di impoverimento rispettivamente 22 mila nuclei familiari.

Queste ed altre le questioni che saranno affrontate nel seminario.

di Antonio Carbonara

 

 

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