Capurso: l’eredità di Don Franco Ardito al nuovo parroco Don Antonio Lobalsamo

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Don Franco Ardito dopo 36 anni di servizio sacerdotale presso la chiesa SS. Salvatore di Capurso cede il posto, per raggiunti limiti d’età, a Don Tonio Lobalsamo, proveniente dalla parrocchia dell’Immacolata di Adelfia-Canneto.

Quale eredità lascia Don Franco Ardito alla comunità di Capurso? Un parroco stanco negli ultimi tempi per i suoi 80 anni, ma sorprendentemente puntuale e presente nella sua sede, mattina e pomeriggio, per ritornare a casa in treno per sua volontà, nonostante in tanti erano disposti ad accompagnarlo nella vicina Noicattaro.

Giunse a Capurso 36 anni fa in una situazione difficile nella quale la  chiesa era caduta sotto il peso del campanile, non restava che rimboccarsi le maniche per ricostruirla. Non si perse d’animo, seppe intrecciare quei legami umani che lo portarono ben presto a realizzare la chiesa matrice, riportandola al suo antico splendore. La sede del palazzo Mariella divenne, grazie ai lavori di restauro,  il luogo per eccellenza del raduno dei membri della comunità, dai piccoli ai grandi. Per non dimenticare il restauro di tutte le chiesette del centro storico,  con il recupero delle antiche tele, restano programmati ulteriori lavori che saranno probabilmente gestiti dal nuovo parroco. Per i giovani realizzò un giornalino parrocchiale, ancora oggi in stampa, addirittura una emittente radiofonica nel 1986 con  spazi di musica e intrattenimenti giovanili.

Per anni Don Franco Ardito ha avuto accanto le suore Orsoline di Verona, fu quello un periodo di vocazioni religiose. Accanto a lui vice parroci che sono diventati validi sacerdoti della diocesi di Bari-Bitonto e non solo, altri per diverse situazioni hanno abbandonato il sacerdozio per intraprendere altre vie gradite a Dio.

Tra le pagine tristi della storia della parrocchia la morte di due giovanissime parrocchiane: Antonella Grittani e Clementina Ceglie. Il conforto del parroco giunse dalla fermezza della sua fede, i giovani di quegli anni serbano nel cuore quei momenti.

Don Franco non ha cavalcato pastorali “populiste”,  che talune volte sconfinano in fede labili e immature, con  lui si sono formati giovani affermati e famiglie solide sul piano umano e della fede.

Mai una diceria su di lui, mai un motivo per gridare allo scandalo, una vocazione sacerdotale limpida e autentica, pur con i limiti umani che sono quelli di ciascuno.

Per i curiosi non si possono negare le conflittualità con l’altra parrocchia e con il santuario, il suo ruolo di arciprete,  direbbero i tenici del diritto ecclesiastico,  è stato spesso superato e trascurato, ma alla fine resta il bene di una comunità intera il cui unico obiettivo è quello di creare i presupposti di una amorevole convivenza.

Qualche nota di allegria, considerando la tristezza del congedo, giunge da Checco Zalone che è cresciuto nella parrocchia di Don Franco e che ha avuto modo di ironizzare sulle omelie del parroco, soprattutto per le cadenze espressive.

Arriva Don Tonio Lobalsamo, pare che abbia il sorriso “stampato” in faccia, un bene sicuramente per i volti spenti dalla fatica della vita.

La comunità di Capurso, civile e religiosa, si prepara al cambio dei parroci, gli auguri più sinceri e affettuosi della redazione a Don Franco e Don Tonio.

di Antonio Carbonara

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