Lo stato di salute delle coste pugliesi, i dati del numero verde

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Sono stati divulgati i dati delle segnalazioni pervenute al numero 800. 894. 500, per i reati de mare e reati ambientali sul demanio marittimo.

Le denunce segnalate al numero verde hanno consentito di  tracciare un quadro chiaro dello stato di salute del nostro mare e dell’ambiente circostante.

Tra le violazioni più frequenti l’abbandono di rifiuti sulle spiagge, inquinamento del mare e violazione dell’ordinanza balneare della Regione Puglia. E ancora i campeggi selvaggi, la musica molesta dei lidi, i casi di abusivismo edilizio, dune deturpate, mare inquinato.

Alcuni dati: il 75% delle segnalazioni riguarda il demanio marittimo. Di queste il 24% provengono dalla provincia BAT, il 22% da quella di Bari, il 23% da quella di Lecce, il 16% dal tarantino, l’11% dal brindisino e solo il 4% dalla provincia di Foggia.

Le elaborazioni delle prime 182 segnalazioni indicano che il 27% di queste riguardano i lidi in concessione che non rispettano l’ordinanza balneare della Regione Puglia (mancata o errata esposizione della cartellonistica, recinzioni irregolari, danneggiamento paesaggistico costiero, problematiche con ombrelloni ed emissioni sonore elevate), il 9% riguarda casi di cementificazione e opere senza autorizzazioni, il 16% spiagge sporche, il 9% la presenza di motocicli, autovetture e camper sulla battigia (severamente vietato), il 9% il campeggio selvaggio con l’accensione di fuochi, picnic con rifiuti abbandonati sulla spiaggia che diventa una cloaca a cielo aperto, il 12% l’inquinamento marino (schiume o sostanze galleggianti, sversamenti, rifiuti abbandonati).

Le località più “gettonate” sono: Trani (20 segnalazioni), Taranto (15), Bisceglie (15), Otranto (13), Porto Cesareo (10), Bari (8), Gallipoli (7), Siponto-Manfredonia (6), Torre Canne (4).

I risultati dei primi due mesi di attività verranno illustrati il 26 agosto alle ore 10 a Modugno (Bari), presso la sala  Beatrice Romita.

Fonte: ufficio stampa ecoreatiPuglia

di Antonio Carbonara

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