Scuola:che ne sarà dei precari? Residuali GaE pronti ad adire le vie legali

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In questi giorni di attesa per la pubblicazione degli esiti dei trasferimenti interprovinciali per la scuola secondaria, dopo i ritardi e i numerosi errori riscontrati nella mobilità per la scuola dell’infanzia e della scuola primaria, ci si chiede anche che fine faranno i precari ancora inseriti nelle graduatorie ad esaurimento.

Dopo l’approvazione della legge 107/2015 nell’estate dello scorso anno, il MIUR diede inizio alle varie fasi di assunzione e dei vincitori (e anche degli idonei) del concorso 2012 e dei precari inseriti nelle GaE. L’assunzione avveniva su base volontaria, vale a dire che chiunque ne avesse il diritto e fosse disposto a mobilità nazionale, su tutte le 100 province italiane, poteva presentare domanda di assunzione a tempo indeterminato. Secondo alcuni si è trattato di una grossa opportunità, secondo altri di un bieco ricatto.

Il piano di assunzione su larga scala,facente seguito al richiamo europeo per abuso di contratti a tempo determinato, è stato varato dal Governo come unica soluzione per porre fine al precariato. Come previsto dai commi 95 e seguenti dell’unico articolo costituente la legge 107, il piano straordinario di assunzioni prevedeva quattro fasi, 0, A, B e C. Le prime due seguivano le vecchie regole, mentre le fasi B e C prevedevano l’assunzione su tutti i posti vacanti e disponibili sull’intero territorio nazionale e vi si poteva accedere solo su richiesta. Molti precari iscritti alle GaE, con numerosi anni di esperienza e punteggi elevati, non volendo o non potendo trasferirsi ovunque in Italia per motivi familiari e/o personali – figli piccoli, genitori anziani, mutui da pagare – hanno scelto di non produrre domanda e di continuare a lavorare con i contratti a tempo determinato, anche perché la legge chiarita che la deroga al vincolo triennale per le assegnazioni provvisorie era destinata soltanto agli assunti ante 2014. Ma l’emendamento Puglisi al comma 108 ha esteso la possibilità di chiedere assegnazione provvisoria e utilizzazione interprovinciale anche agli assunti con il piano straordinario. È anche evidente che, dati i numeri della mobilità di quest’anno, non sarà possibile accontentare tutti. Inoltre, sono previste nuove assunzioni nel mese di settembre 2016 in seguito all’espletamento delle prove concorsuali ancora in atto.

Questa situazione metterà seriamente a rischio la possibilità di molti precari inseriti nelle GaE provinciali di ottenere una qualsiasi supplenza. Docenti che hanno lavorato per anni nella scuola pubblica italiana, sostenendo se stessi e le loro famiglie, potrebbero restare disoccupati. Attraverso il loro Coordinamento Nazionale i docenti residuali GaE chiedono che le condizioni iniziali poste dalla legge 107, quelle in base alle quali hanno operato le loro scelte professionali e personali, siano rispettate e che alcuna ulteriore deroga venga concessa ai neoassunti per evitare il trasferimento fuori regione. Il timore che questo possa accadere grazie all’intervento dei sindacati e di alcuni politici locali li sconcerta al punto che si dichiarano pronti ad adire le vie legali qualora venga messa in atto una qualsivoglia modifica alla 107 che possa essere lesiva dei loro diritti.

Nel silenzio totale del Miur riguardo a situazioni così spinose, non stupisce che il ministro Giannini sia ancora una volta ultima nel sondaggio commissionato da Repubblica sulla fiducia che i cittadini ripongono nei ministri del nostro Governo.

di Maria Cristina Consiglio

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