Molfetta: a rischio 21 lavoratori del Centro Aperto Polivalente Disabili

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E’ stata aperta la  procedura di mobilità per licenziare i  21 lavoratori del Centro Aperto Polivalente Disabili di Molfetta, allarme da parte Luigi De Ceglie della Fisascat Cisl Bari che denuncia leggerezze e irregolarità dovute “al cambio di appalto”. 

“Siamo alle solite, tutte le volte che vi è un cambio di appalto! E’ del 28 giugno scorso l’aggiudicazione in favore del Consorzio Metropolis dell’affidamento provvisorio del fondamentale servizio di assistenza ai disabili della Città di Molfetta, servizio reso per tanti anni dalla coop. GEA. Il Consorzio, nonostante la fresca aggiudicazione della gara avendo offerto un “(…) rialzo del 60% sul canone a base d’asta (…)”, come si legge nel sito del Comune di Molfetta, cosa che presuppone la piena conoscenza degli atti di gara e della situazione in fatto ed in diritto del servizio che si andava a giudicare, ha per prima cosa “girato” l’appalto alla consorziata La Bottega dell’Arte – coop. a r.l. di Giovinazzo e questa, a sua volta, in chiara violazione della Determina Dirigenziale n. 444 del 12.05.2016 – che al n.5 prevede che “Dare atto, altresì, che l’affidatario si impegnerà a garantire gli attuali livelli occupazionali del personale (art. 50 del dlgs 50/2016)” ha provveduto ad aprire una procedura di mobilità per licenziare tutti i 21 lavoratori impiegati alla fine dell’affidamento provvisorio, senza valutare altre soluzioni occupazionali o di ammortizzatori sociali.”

Nella nota, a firma di  Luigi De Ceglie della Fisascat Cisl Bari,  tutto il rammarico per una procedura articolata e complessa che non ha salvaguardato i 21 lavori del del Centro Aperto Polivalente Disabili di Molfetta.

“A questa drastica soluzione – continua De Ceglie –  non è assolutamente estraneo, anzi appare essere l’unico responsabile  il Comune di Molfetta, oggi Commissariato, e la insensibilità del Commissario Prefettizio, che non ha voluto incontrare questa O.S. per la verifica sia di una soluzione per la salvaguardia dei posti di lavoro in previsione della auspicata aggiudicazione definitiva del servizio, sia perchè chiudendo definitivamente lo stesso  dal 1° agosto 2016, arrecherà un disagio considerevole anche alle famiglie dei disabili assistiti, i quali trovavano nel Centro e nei suoi lavoratori una amorevole e competente assistenza che andava ben oltre quella al paziente, in quanto involgeva anche la sfera della sensibilità e dell’aiuto morale e spirituale delle famiglie tutte”.

Lo stesso De Ceglie si rivolge al Commissario Prefettizio affinché ” voglia immediatamente rivedere la volontà di chiudere il Centro, e ciò sia nell’interesse degli utenti, che delle 21 famiglie dei lavoratori ivi impiegati, i quali resteranno senza lavoro e senza stipendio dal 1 agosto 2016, con invito al Consorzio ed alla sua consorziata, a rivedere la volontà rescissoria dei contratti di lavoro, mediante l’utilizzo di ammortizzatori sociali nel tempo che sarà necessario per l’auspicata risoluzione di questa vertenza”.

In caso di assenza di soluzioni,  intorno ad un tavolo di trattative, “si preannunciano  manifestazioni a sostegno di tutte le parti, con invito ai familiari degli assistiti a volere partecipare. “

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