Bari: piano operativo emergenza caldo, i dati

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L’assessorato al Welfare  Francesca Bottalico rende noti i dati relativi all’andamento dei servizi e degli interventi effettuati nei mesi di giugno e luglio, volti a garantire una maggiore tutela per le persone in condizioni di fragilità e solitudine e a fronteggiare l’emergenza caldo, le problematiche e i disagi provocati dalle eccessive temperature.

Nell’ambito di Serenitanziani, il programma predisposto per prevenire gli effetti delle ondate di calore in particolare sugli anziani, dal 1 al 28 luglio sono state 60 le telefonate al Telefono amico, il numero verde gratuito 800 063 538 che consente di ricevere ascolto e supporto nei momenti di bisogno, contro le 46 dello stesso periodo dello scorso anno.
Sono stati invece 569 gli anziani ultra75enni soli e non autosufficienti, individuati in quanto a forte rischio e segnalati dai servizi sociali territoriali, dai Municipi e dal P.I.S., inseriti nel programma di monitoraggio (telefonico e domiciliare) “Sorveglianza attiva”, a fronte dei 430 dello stesso periodo del 2015.
Allo sportello di consulenza psicologica per gli over 65, attivo con cadenza quindicinale presso i centri per anziani di via Garruba e via Dante, si sono rivolti in 12 (a luglio del 2015 erano stati 4).
Non si registrano invece interventi per la prevenzione delle ondate di calore, in quanto nel mese di luglio non se ne sono verificate, come certificato dal bollettino online del Ministero della salute, a differenza dei 200 interventi registrati a luglio dello scorso anno.
Dal 1 al 28 luglio anche il Pony della solidarietà, che consente agli anziani ultra75enni vivono particolari situazioni socio-economiche e in precarie condizioni di salute di ricevere a domicilio beni di prima necessità, non ha registrato alcuna richiesta, mentre nello scorso periodo del 2015 erano state 17.
In totale il numero di accessi alle attività previste nell’ambito di Serenitanziani segna 650 a fronte dei 600 dello scorso anno.
Si ricorda che i servizi erogati nell’ambito del programma saranno assicurati fino al 31 agosto dalla cooperativa sociale Gea e successivamente sostituiti dalla normale rete di monitoraggio e consulenza strutturata dal Welfare, senza alcuna interruzione.

Sempre con riferimento al mese di luglio – dal 1 al 27 – presso il servizio comunale del centro diurno Area 51 gestito dalla cooperativa sociale C.A.P.S., che offre servizi e supporto alle persone senza fissa dimora, sono stati complessivamente 2212 i pasti richiesti e distribuiti a pranzo e cena, a fronte dei 3025 dello stesso mese del 2015. Scendono anche i numeri relativi all’utilizzo dei servizi igienici (docce, lavanderia, ecc.) da parte di quanti frequentano la struttura, che si fermano a 1160 contro i 1690 dello scorso anno.
Cresce, al contrario, il numero dei colloqui di orientamento e assistenza effettuati presso lo sportello del centro – 236, a fronte dei 143 di luglio 2015 – come pure quello delle persone che si sono rivolte allo sportello di segretariato sociale i – 138 a fronte dei 52 di luglio 2015 – per ricevere informazioni e orientamento tra i diversi servizi della città.

Proseguono a pieno ritmo in questa estate 2016 anche gli interventi del P.I.S. – Pronto Intervento Sociale, che 24 ore su 24 raccoglie e intercetta le situazioni di bisogno più urgenti su tutto il territorio cittadino attraverso il numero verde 800 093 470. Come noto, il servizio è svolto in rete interistituzionale tra Servizio sociale dei Municipi, Polizia Municipale, Polfer, Questura, Prefettura, ASL, Servizi sociali, Associazioni di volontariato, Parrocchie, Centri di Ascolto per le Famiglie, Centri diurni per minori e terzo settore, centro Antiviolenza Comunale, Sportelli socio culturali e di orientamento sanitario per migranti, ed è rivolto in particolare ad adulti italiani e migranti in condizione di difficoltà e fragilità, anziani in stato di abbandono, donne vittime di violenza e minori in situazione di immediato intervento sociale.
Dal 1 giugno al 28 luglio 2016 sono complessivamente 229 le persone intercettate dagli operatori del PIS a fronte delle 183 dello stesso periodo del 2015, con 54 interventi in loco e 47 interventi in reperibilità.
Le problematiche più significative riscontrate riguardano: difficoltà economica (194), assenza di fissa dimora (128), condizione di migranti (94), patologie sanitarie (39), sfratto esecutivo (38), terza età (30), degrado abitativo (28), condizione di minori stranieri non accompagnati (24), patologie psichiatriche (23) e dipendenze (22).
Nello stesso periodo, a seguito degli interventi del P.I.S., 16 persone, tra uomini e donne italiani e stranieri, sono stati inseriti nel centro di accoglienza notturna Andromeda, mentre 21 hanno trovato posto alloggio in emergenza sociale nella Chill house.

Nel mese di giugno e luglio, inoltre, sono stati diversi i momenti formativi e informativi realizzati in maniera itinerante per la città, legati ai consigli utili di prevenzione alle ondate di calore.

“Siamo molto soddisfatti di come la macchina pubblico-privata stia funzionando per rispondere alle necessità e ai bisogni in questo periodo – commenta l’assessora al Welfare Francesca Bottalico –  specialmente per i soggetti più fragili come gli anziani soli, le persone con disagio socio-sanitario, i migranti, ma anche in relazione agli episodi tragici di queste settimane, come l’incidente ferroviario a seguito del quale siamo riusciti ad attivare raccolte straordinarie di frutta, acqua, beni di prima necessità, raccolti e distribuiti in pochissime ore. Particolarmente significativi sono i dati emersi dalle attività della rete cittadina, che documentano un aumento di richieste legate più al bisogno di ascolto, di servizi, di sostegno sociale che al bisogno materiale di beni di prima necessità, come i pasti, anche a domicilio, che ad oggi risultano adeguati, e in alcuni casi superiori e alle richieste effettivamente registrate. Tutte le attività previste dal programma Serenitanziani proseguiranno comunque fino alla fine di agosto, che da sempre è il mese in cui chi è solo o in condizioni di disagio vive le maggiori difficoltà”.

Il piano comunale a contrasto degli effetti legati all’emergenza caldo è realizzato dall’assessorato comunale al Welfare in collaborazione con la rete interistituzionale cittadina composta da: Prefettura di Bari, Protezione civile Regione Puglia, direzione generale e sanitaria ASL BA, direzione distrettuale ASL BA Ambito di Bari, ASL Bari – Area Immigrati e SFD, servizi socio-educativi dei Municipi Bari, medici di Medicina generale e Pediatri di libera scelta, Caritas Diocesana, Comunità di S. Egidio, servizio sanitario 118, Croce Rossa Italiana, cooperative sociali CAPS, GEA e C.R.I.S.I., associazioni Amici del Sermig, Penelope, Incontra, Gens Nova, Equanima onlus e Amici del cuore, ufficio Piano sociale di Zona, Centri di ascolto Famiglie e Centri aperti polivalenti di Bari, Polizia Municipale, Polfer, R.F.I. e dalle associazioni di volontariato locali partecipanti.

Fonte Ufficio stampa Comune di Bari

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